Si respira un clima di forte tensione tra le mura del carcere di Salerno-Fuorni. I detenuti sono in agitazione dopo la sospensione dei colloqui con i familiari per l'allerta Coronavirus. Una decisione del Ministero della Giustizia intrapresa per ridurre i rischi da contagio dall'infezione. Sabato pomeriggio è scoppiata la violenta protesta di oltre cento detenuti che hanno devastato un intero piano mettendolo a ferro e fuoco per poi riversarsi sul tetto dell'edificio e continuare la rivolta.
In mattinata, gli animi si sono nuovamente scaldati con lievi proteste, ma la situazione è rimasta sotto controllo. All'esterno del carcere due ex detenute hanno espresso la loro opinione in merito alla faccenda.
“Mi dispiace per questa situazione, ma penso che un colloquio almeno potevano concederlo. Una persona alla volta per un incontro all'aperto, così da tranquillizzare anche sulle condizioni di genitori e familiari - ha dichiarato una delle due donne - Siamo ex detenute e come tali sappiamo cosa vuol dire essere private dei colloqui. Ricevere solo un pacco o dei soldi non serve a nulla. I detenuti aspettano tutta la settimana quell'ora di colloquio con i propri cari, per sapere come stanno” .
Intanto, dopo le proteste dei detenuti della casa circondariale di Salerno, violente rivolte stanno scoppiando nei carceri di numerose città italiane.
