Festa della Libertà, Anpi Salerno: "Fermare l'escalation bellica"

Il messaggio del presidente Baldi:"Al fianco delle popolazioni che subiscono i crimini della guerra"

festa della liberta anpi salerno fermare l escalation bellica
Salerno.  

Nel giorno in cui l'Italia celebra la libertà è impossibile non dirigere la mente a quanto sta accadendo in Ucraina. E' un 25 aprile che pesa quello di quest'anno. E nel consueto messaggio del presidente dell'Anpi di Salerno, Ubaldo Baldi, è contenuta la ferma e dura condanna alle atrocità che stanno dilaniando il Paese.

Lavorare insieme per fermare il conflitto, abbandonare le armi e percorrere una strada comune che porti alla libertà dei popoli: questo l'augurio del presidente Baldi. 

Il suo intervento: "Il 25 di quest’anno doveva essere finalmente un momento di festa e di liberazione dopo due anni di limitazioni e sofferenze per la crisi pandemica, non ancora conclusa del tutto, ma invece dobbiamo fare i conti con un’altra crisi mondiale: quella della guerra. Da settimane assistiamo sgomenti ad un osceno spettacolo di morte e atrocità, imputabile alle velleità tardo imperialistiche di un dittatore sanguinario, che pensava con questo di imporsi come figura centrale in un nuovo schema mondiale multipolare. Un disegno folle e sanguinario, perseguito in patria con la persecuzione, repressione fino all’assassinio di oppositori e giornalisti non allineati, un disegno dittatoriale sempre respinto dall’ANPI, ma che invece per troppo tempo è stato blandito da forze politiche e loro personaggi – non solo di destra- sia a livello nazionale che europeo.

Questa dunque è una guerra di invasione della Russia di Putin che dall’ANPI è condannata senza equivoci senza se senza ma, aldilà di pretestuose e false interpretazioni. I crimini di Putin in Ucraina ricordano quelli compiuti dai nazifascisti in Italia dalle Fosse Ardeatine a Marzabotto e Sant’Anna di Stazzema, o i massacri di Sabra e Chatila o Sebrenica. Sono crimini di guerra e come tali vanno giudicati e condannati secondo il diritto internazionale. Come ANPI siamo stati e saremo a fianco delle popolazioni civili che subiscono come oggi in Ucraina, le terribili conseguenze della guerra, così come dovunque esse si verifichino, siamo stati e saremo solidali con che fugge dalle guerre o dalla fame e povertà. Questo è uno dei ruoli politico-sociali che spettano all’Europa, non quello bellico. È fuorviante voler a forza inquadrare e giudicare quello che sta accadendo oggi con obsoleti punti di vista che definiamo novecenteschi. La sacrosanta difesa del popolo ucraino del proprio territorio è una cosa e non può in maniera forzata e fastidiosa, in alcun modo essere equiparata al fenomeno resistenziale italiano della Liberazione dal nazifascismo, che condusse alla Repubblica e alla Costituzione. Evidentemente diverse le ragioni e i contesti.

Uno dei ruoli fondamentali dell’ANPI è appunto quello della tutela della Memoria storica della Resistenza e della Costituzione. In tal senso gli studi promossi dall’ANPI sono stati fondamentali negli ultimi anni per uscire dai rigidi schemi di una Resistenza solo “armata” e partigiana, un fenomeno relativo solo al Nord. Studi che hanno permesso di rivalutare la partecipazione e il ruolo di tanti meridionali alla Resistenza, o quello svolto nella cosiddetta Resistenza “passiva” dagli Internati Militari Italiani o dei tantissimi militari o carabinieri che rimasti fedeli al loro giuramento hanno pagato con la vita questa scelta. Così come in questi anni abbiamo espresso il contrasto ai neofascismi e la richiesta della loro reale messa in fuorilegge. Ci siamo schierati e fortemente contrastato i tentativi di modifica del titolo quinto della Costituzione e i pericoli di azzardate derive frammentarie dell’integrità statale. Oggi, giorno della Liberazione ricordando il giuramento di Mathausen fatto dai sopravvissuti a quel campo il 16 maggio ’45: • conservare nella nostra memoria la solidarietà internazionale del campo e trarne i dovuti insegnamenti; • percorrere una strada comune: quella della libertà di tutti i popoli, del rispetto reciproco, della collaborazione nella grande opera di costruzione di un mondo nuovo, libero, giusto per tutti Anche per questo sfileremo in tutta Italia dietro gli striscioni che riportano il testo dell’art.11:

«L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.»

È necessario lavorare a che si crei la reale volontà di una prospettiva di trattativa che fermi l’escalation bellica, siamo con il Papa Bergoglio che ha detto apertamente: basta mostrare i muscoli si scelga la Pace. Ben sapendo che l’alternativa sarebbe una guerra mondiale e in questa tragica evenienza non ci sarebbero vincitori o vinti ma solo superstiti. Noi non lo vogliamo. W Resistenza, W la Liberazione, W la Pace!"