Ad X Factor poker di consensi per D'Alessandro. Salerno sfonda

Il cantante incassa i 4 "sì" della giuria

Salerno.  

Quattro volte “sì”. Per continuare a sognare. Salerno esulta in prima serata, e stavolta non per una partita di calcio. La seconda puntata delle audizioni di “X Factor 9”, il seguitissimo talent show in onda su Sky Uno, incorona e manda avanti Massimiliano D’Alessandro. Il 34enne musicista di Giovi incassa un poker di consensi (gliene sarebbero bastati tre, ma l’en plein è evidentemente il miglior biglietto da visita per inseguire il grande traguardo dell’ammissione finale al programma) e vola alla fase successiva, quella dei Bootcamp. L’artista salernitano ha incantato la giuria, composta da big della musica quali Skin (degli Skunk Anansie), Mika, Elio (de Le Storie Tese) e Fedez. Gilet blu su camicia a strisce e pantalone scuro, volto un po’ tirato, visibilmente emozionato, però con l’approccio professionale e appassionato di chi riesce a governare la tensione, Massimo ha dato il meglio di sé esibendosi con “Illinois Blues”, il brano di Skip James, chitarrista e pianista statunitense che fu uno degli ispiratori delle grandi personalità del blues americano a cavallo della metà del Novecento. D’Alessandro, a differenza della gran parte dei concorrenti in gara nelle audizioni, s’è presentato in scena senza richiedere la base: chitarra e voce, è stato protagonista d’una performance straordinaria, come se fosse un veterano dall’esperienza già consumata su quel palco così “sontuoso”. La commissione ha apprezzato. Con un coro di “sì”.

Ognuno con una storia. E una motivazione. «Non posso dire “no” al nuovo Johnny Cash italiano», parola di Fedez, che ha scomodato l’ingombrante paragone con il “Man in Black” da novanta milioni di dischi venduti. «Mi piace la tua voce roca», il commento di Skin. «Sembra nato, cresciuto e pasciuto nelle praterie del Sudamerica, e poi trapiantato in Italia», l’elogio di Elio. Persino oltre s’è spinto Mika: «Abbiamo davanti un gentiluomo, tratto distintivo di chi lavora con i cavalli. Ha molto altro da dirci», l’opinione della popstar internazionale d’origini libanesi, che ha voluto rievocare proprio le origini di Massimo, “partito” da un maneggio di Giovi con il sogno di scalare l’Everest d’un successo che da ieri sera potrebbe esser non più così lontano.

 

Redazione Sa