Morti sul lavoro, Maio: "Bisogna liberare i lavoratori dallo sfruttamento umano"

"Non c'è pace, non c'è tregua. È come una vera guerra"

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Cava de' Tirreni.  

"Sembrava l'inizio di un anno all'insegna di maggiore prudenza e invece...Acerra, Sant'Anastasia, Eboli, Calabritto, Nocera Inferiore, Ogliastro Cilento e oggi Cava de' Tirreni. L'albero delle Vite Cadute,  allestito a Natale scorso presso la Fillea Cgil Campania, a testimonianza delle vite cadute sui luoghi di lavoro e spogliato delle 87 palline rappresentanti le vite cadute nel 2025, sembrava dovesse, con grande speranza di chi ogni giorno ci passa davanti, restare spoglio il più a lungo possibile e invece...Dopo le 2 vite cadute nel mese di gennaio scorso, febbraio ne fa registrare subito altre 5". Lo denuncia in una nota Enzo Maio della Cgil Campania intervenendo sull'agghiacciante sequenza d'incidenti mortali sul lavoro avvenuta in Campania.

"Non c'è pace, non c'è tregua. È come una vera guerra. Ai periodi di apparente tranquillità rispondono subito periodi di inaudita recrudescenza. Non saranno i controlli e il maggior numero di ispettori a porre fine alla mattanza. Finché vi saranno condizioni di sfruttamento, precarietà,  basso costo della manodopera, finché i lavoratori, più che le attrezzature, saranno considerati il fine degli illeciti arricchimenti, si continueranno a contare padri, madri, fratelli, figli che non faranno ritorno a casa", l'amara constatazione di Maio. 

"Basta morti sul lavoro, infortuni zero sul lavoro, una procura speciale per le morti sul lavoro, resteranno slogan vuoti. Bisogna liberare, il lavoro e i lavoratori, dal ricatto del lavoro e dallo sfruttamento umano. Solo l'uomo libero da ricatti può reagire e rifiutare condizioni di lavoro capestri e rischiosi. Sarà anche sbagliato pensarlo, ma fino a che un datore di lavoro non sarà perseguito alla stregua dei peggiori criminali, i lavoratori continueranno a cadere come frutti dall'albero".