"Centinaia di lavoratori precari dell'ASL Salerno rischiano di perdere il posto di lavoro tra aprile e giugno di quest'anno, alla scadenza dei loro contratti. Nessuna comunicazione ufficiale dall'azienda sanitaria, nessuna procedura di stabilizzazione avviata, nonostante la legge lo consenta e la Regione Campania lo abbia esplicitamente richiesto. Di fronte a questo silenzio, la FP CGIL di Salerno ha proclamato lo stato di agitazione di tutto il personale precario e ha convocato un'assemblea aperta per il prossimo 10 marzo". Così in una nota il segretario Antonio Capezzuto.
Chi sono i lavoratori a rischio
Si tratta di personale assunto ai sensi dell'articolo 15-octies del decreto legislativo 502 del 1992, impiegato sia in progetti finanziati con fondi esterni che con risorse proprie dell'azienda. Lavoratori che ogni giorno garantiscono i Livelli Essenziali di Assistenza e la continuità dei servizi sanitari sul territorio, e che nella maggior parte dei casi hanno già maturato i requisiti previsti dalla normativa nazionale per accedere alle procedure di stabilizzazione. Eppure, a poche settimane dalla scadenza dei contratti, non hanno ricevuto alcuna indicazione sul loro futuro.
"La legge c'è, ma l'Asl non la applica"
Come ricorda Capezzuto "la Legge di Bilancio 2026 ha introdotto la possibilità per le aziende del Servizio Sanitario Nazionale di stabilizzare il personale che abbia accumulato almeno 18 mesi di servizio nel periodo tra il 31 gennaio 2020 e il 31 dicembre 2026. La Regione Campania, con una nota del 29 gennaio scorso, ha sollecitato esplicitamente le aziende sanitarie a dare immediato seguito a queste disposizioni. L'Asl Salerno, stando alla denuncia del sindacato, non ha ancora mosso un passo in questa direzione. A rendere la situazione ancora più tesa è la deliberazione aziendale n. 280 del 24 febbraio 2026, con cui l'ente ha disposto la proroga solo di una parte dei contratti, escludendo i lavoratori impiegati nelle aree delle Cure Palliative e del Dolore, delle Reti Oncologiche e dell'Assistenza Primaria. Professionisti che, non avendo ancora raggiunto il limite dei 24 mesi fissato come criterio dall'azienda, si ritrovano di fatto tagliati fuori, nonostante le competenze maturate e la disponibilità dei fondi progettuali per mantenerli in servizio".
La CGIL: violate anche le prerogative sindacali
Oltre al merito della vicenda, la FP CGIL denuncia anche un vizio di metodo: l'ASL avrebbe adottato atti unilaterali con ricadute dirette sui livelli occupazionali senza attivare il confronto sindacale previsto dal contratto collettivo nazionale del Comparto Sanità 2022-2024. Le note formali inviate dal sindacato sull'intera questione sono rimaste senza risposta.
"Non è accettabile che lavoratori che hanno assicurato la funzionalità dei servizi sanitari nelle fasi più critiche si trovino oggi nell'incertezza, a fronte di una normativa che offre strumenti chiari per procedere alla loro stabilizzazione. Esigiamo risposte immediate", aggiunge Antonio Capezzuto, segretario generale FP CGIL Salerno.
Gli fa eco Massimiliano Voza, coordinatore Medici e Dirigenti SSN: "Privarsi di personale formato e competente, in un momento in cui l'ASL è chiamata ad attivare le Case di Comunità e gli Ospedali di Comunità previsti dal PNRR, significa compromettere la qualità stessa dell'assistenza sanitaria sul territorio."
Le prossime mosse
Il sindacato ha già chiesto formalmente al Prefetto di Salerno di convocare un tavolo per il tentativo di raffreddamento e conciliazione della vertenza, riservandosi di adire le vie legali per condotta antisindacale ai sensi dell'articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori. Prevista un'assemblea presso la sede Asl di via Nizza il prossimo 10 marzo alle 10.
