Sbarco, prefetto Malfi: bisogna essere solidali

"Mi resta il rammarico di dover accogliere una bara e non una persona"

Salerno.  

E' arrivata questa mattina poco dopo le 9 al molo Tre Gennaio, la nave militare “Reina Sofia”, sono attualmente in corso le operazioni di sbarco e controllo sui migranti, al termine delle quali i 1048 profughi recuperati nel Mediterraneo, saranno trasferiti nei centri di accoglienza: 100 andranno in Veneto, 100 in Lazio, 50 in Abruzzo, 100 in Piemonte, 100 in Lombardia e 50 in Umbria, i restanti saranno distribuiti in gruppi e affidati alle altre province campane, 148 rimarranno nel salernitano. A bordo dell'imbarcazione vi era anche un uomo della Nuova Guinea deceduto durante il lungo viaggio. La bara con la salma è scesa per prima, è stata immediatamente portata all'ospedale di Salerno Ruggi D'Aragona, dove verrà effettuata l'autopsia per chiarire la causa del decesso.“Se il corpo non verrà reclamato l'uomo sarà sepolto nel cimitero di Salerno, nella zona riservata ai fedeli musulmani, rivolto a mezzogiorno, come vuole la religione” a dirlo Filomeno Di Popolo, il responsabile dei servizi cimiteriali di Salerno.

“ Bisogna essere solidali con chi è in difficoltà, ma è necessario pensare anche alla sicurezza dei nostri territori – ha precisato il prefetto di Salerno Salvatore Malfi presente durante le operazioni di sbarco – desidero chiedere a tutti, sindaci e cittadini, nel rispetto totale delle diversità di ognuno, di preoccuparci sia dell'accoglienza, sia di mantenere sicuro il nostro territorio, l'unico sistema per farlo è quello di una distribuzione diffusa, diversamente finiremo con il creare una possibile criticità solo in alcune zone. A me – continua- rimane il rammarico di dover accogliere una bara al posto di una persona”.  

Sara Botte