«I licenziamenti sono un ricatto della famiglia Pisano»

Critico Lorenzo Forte: «E' una strategia e adesso fa pagare le sue colpe ai lavoratori»

Salerno.  

Il dramma occupazionale dei lavoratori delle Fonderie Pisano coinvolge anche i residenti e il comitato “Salute e Vita” che, in queste delicate ore pone l’indice accusatore alla proprietà. La mobilità degli oltre 120 operai altro non sarebbe che una strategia della famiglia Pisano per “ammorbidire” la linea della Procura di Salerno. «Apprendiamo con rammarico e indignazione la decisione della famiglia Pisano di avviare la messa in mobilità dei lavoratori. – afferma il presidente Lorenzo Forte - Tale decisione è solo l’ultimo atto di una strategia ben pianificata che parte da lontano e non lascia dubbi sulla non volontà di delocalizzare. Quest’ultimo atto della mobilità smaschera le vere intenzioni dell’imprenditore Pisano, che da una parte mette in piedi un vero e proprio ricatto verso la Magistratura e dall’altro fa pagare le sue colpe ai lavoratori, che, ribadiamo sono vittime come i cittadini, di un imprenditore disonesto che inquina il territorio, l’ambiente, mettendo in pericolo la salute di tuti».

Accuse dure quelle del presidente di “Salute e Vita”, che apre altri retroscena. Ad iniziare dall’acquisto del terreno dove delocalizzare lo stabilimento. Per il comitato, infatti, sarebbe stata l’ennesima bugia da parte della proprietà. «Non ci risulta che Pisano abbia acquistato in passato alcun terreno, ma soltanto un'opzione di fitto finalizzato ad eventuale acquisto di un terreno agricolo, che ricordiamo costa molto meno di un terreno industriale, per risparmiare e massimizzare ancora una volta il profitto. L’amministrazione Comunale di Giffoni in piena libertà ha deciso di non fare la variante di trasformare l’area da agricola ad industriale».

In questo momento a pagare, purtroppo, sono i lavoratori. La messa in mobilità spinge sul dramma oltre 120 famiglie. «Siamo pronti a sostenere tutte le azioni che i lavoratori vorranno mettere in campo per far venire alla luce le barbarie che si sono consumate negli ultimi trent’anni. – conclude Forte -   Esprimiamo la nostra solidarietà sincera e leale a tutte le maestranze e siamo disponibili a sostenere le azioni e le denunce che eventualmente saranno messe in campo. La famiglia Pisano deve pagare fino in fondo il conto con la Giustizia e assumersi tutte le responsabilità del disastro ambientale e occupazionale che il loro miope ed egoistico comportamento ha provocato». 

 

Redazione