Pisano: gli operai non scendono dai tetti

Rifiutato anche l'incontro in prefettura

Salerno.  

Non vogliono scendere dai tetti, sono circa una quindicina gli operai delle Fonderie Pisano che da questa mattina sono in protesta dalla parte più alta di quella fabbrica che vedono ormai come casa, come unica occasione di poterla avere e mantenere una casa. Con tenacia e disperazione resistono ostinati, neppure l'intervento dei rappresentanti sindacali saliti sui tetti per dissuaderli da queste forme di protesta che possono mettere a repentaglio la loro incolumità, è servito a convincerli, dopo la tragica notizia ricevuta ieri sera della decisione dell'azienda di attivare la mobilità per i 120 dipendenti.

Proprio i sindacati di Cgil e Fiom oggi pomeriggio hanno incontrato i vertici aziendali cercando di far ritrattare la decisione presa ma l'azienda non ha voluto saperne, nonostante la notizia del prossimo incontro a Roma al Mise, fissato per il 27 settembre. I vertici delle Pisano hanno ribadito le perdite subite in questi mesi, sparite il 50% delle commesse, sarà difficile, se non impossibile convincerli a trasformare questa procedura di mobilità almeno in cassintegrazione, che è quello che si auspicano i sindacati. Intanto i lavoratori non hanno abbandonato la protesta neppure dopo la convocazione di oggi pomeriggio da parte del prefetto. “Resteremo sul camino, cosa dobbiamo aspettare ancora?”

Sara Botte