Il prefetto di Salerno Salvatore Malfi, presente oggi pomeriggio allo sbarco di migranti al Molo Manfredi, ha detto la sua riguardo alle nuove procedure di indentificazione imposte dall'Europa, introdotte dal Ministero e applicate anche durante lo sbarco odierno. La nuova direttiva ministeriale obbliga, infatti, la sezione Immigrazione della Questura, non solo all'identificazione dei migranti sbarcati, ma anche alla loro schedatura con tanto di foto e impronte digitali, procedure che rendono necessario lo spostamento in Questura, con evidenti rallentamenti nelle operazioni di sbarco. “L'identificazione dei migranti è sempre stata fatta, ora vi è una scelta di farlo in via prioritaria in qualunque porto si arrivi – precisa Malfi - ma le procedure di identificazione completa le hanno sempre fatte le forze di polizia, solo che prima lo facevamo diversamente nelle questure di arrivo, semplicemente adesso accentuiamo il lavoro che si fa qui a Salerno.
Abbiamo trovato – continua il prefetto - un punto di equilibrio nella nostra amministrazione per non tenere troppo tempo i migranti sul nostro territorio, ma assicurando questa procedura”. Quindi si procede in un primo momento con l'aspetto prioritario dell'accoglienza e con quello sanitario “perchè la loro salute e la sicurezza dei nostri cittadini è per noi la priorità – chiosa Malfi - poi i profughi vengono in seguito accompagnati in Questura in gruppi per completare le procedure di fotosegnalazione. Oggi però una parte andrà direttamente nelle questure limitrofe con le quali ci siamo già accordati per agevolare e velocizzare l'attività. Questa è stata comunque una scelta dettata dall'accentuazione dei livelli di sicurezza”. Per quanto riguarda lo sbarco di oggi quindi si ci organizzerà in questo modo. Per Malfi si tratta di uno sbarco nella norma anche se “parte certamente con un evento tragico, la prima persona a scendere è infatti una ragazza di 20 anni in una bara, raccolta già morta in mare, e questa cosa ci addolora molto. Abbiamo poi diversi gruppi familiari, molti minori”. Salerno è dunque pronta– racconta il prefetto - grazie alla straordinaria capacità di accoglienza dei volontari e dell'amministrazione comunale, delle forze di polizia e di tutti ma l'accoglienza vera, finite queste ore di lavoro è quella che si farà sui territori, l'invito è ad essere solidali verso i migranti ma anche verso i nostri concittadini, un'equa distribuzione aiuterà a gestire questa situazione meglio. Il nostro governo ha una posizione abbastanza chiara sull'Europa ma mentre aspettiamo le scelte dell'Europa non posso non preoccuparmi di chi sta a 5 km da casa mia e che per ora non ha una struttura per accogliere i migranti, assieme ai sindaci dobbiamo costruire un percorso per migliorare i sistemi di accoglienza”. E mentre le nuove procedure inevitabilmente rallentano e dilatano le operazioni di sbarco c'è chi si chiede se non siano anticostituzionali, a farlo i comitati di tutta Italia che ricordano che queste persone molto spesso hanno con sé dei regolari documenti e non hanno commesso reati.
Sara Botte
