Crac Amato: ecco le condanne e le assoluzioni

La pena maggiore all'ex sottosegretario Paolo Del Mese

Salerno.  

Sono sette le condanne e 19 le assoluzioni per il crac dello storico pastificio Amato. E' toccato al presidente del collegio giudicante, Fabio Zunica, leggere la sentenza che chiude il primo grado di un processo che ha coinvolto 26 imputati accusati di bancarotta fraudolenta.

Accolte solo un terzo delle ventidue richieste di pena formulate dal pubblico ministero Vincenzo Senatore. Intanto si apre un nuovo capitolo d’inchiesta, con la trasmission degli atti alla Procura, perché indaghi proprio sul ragioniere del pastificio Luigi Anzalone, ora 80enne. Ad avere la pena maggiore l'ex sottosegretario democristiano Paolo Del Mese, 4 anni per lui, la metà di quelli chiesti dal pm. Del Mese avrebbe incassato “prestiti non onerosi” che lo stesso cavaliere Giuseppe Amato gli avrebbe erogato dalle casse dell'azienda quando il pastificio si trovava già sull'orlo del fallimento.

Questo denaro avrebbe portato ad una distrazione di fondi che ha svuotò la casse della società. Sarebbero passati in parte dalla ditta Cmd dell’ex consigliere provinciale Antonio Anastasio, condannato ieri a 3 anni per aver ricevuto dalla Amato 230mila euro, giustificati con rapporti di lavoro ritenuti inesistenti.

Gli altri condannati sono Marcello Mascolo e Alfedo Delehaye, membri del collegio sindacale della Amato spa, (1 anno e mezzo), Pietro Vassena (1 anno per “i pagamenti effettuati in favore di se stesso”), Mirko Mannaro e Leonardo De Filippo della Edil De Filippo (2 anni per aver incassato fatture che non risultano dovute). Assolti con formula piena gli altri 19 imputati tra questi l'ex presidente nazionale dell'Ordine dei commercialisti, Claudio Siciliotti, Roberto D’Imperio, Emanuela Troiero e Michela Cignolini, Alfio Barbato dipendente della Amato spa, Patrizia Beatrice , i commissari liquidatori Ignazio Amato e Maria Francesca Napoli, Francesco Franzesi e Maria Cirillo, Gilberto Belcore e Armando Esposito della Esa costruzioni, gli imprenditori Massimo Menna (pasta Garofalo) e Giovanni Giudice, Maurizio Pilone, Luciano Vignes, Antonio Esposito, Pasquale Attanasio, Paola Bisogno.

Redazione Salerno