Nuovo colpo di scena nelle indagini sulla morte di Ilaria Dilillo. Un colpo di scena che segue di poche ore l'affidamento della perizia su un capello di Domenico Diele, l'attore 32enne recluso nel carcere di Fuorni, sotto inchiesta per omicidio stradale.
Ebbene, l'indagato si è fatto trovare rapato a zero. Una scelta non solo estetica, evidentemente. E' stato impossibile prelevargli il capello necessario per eseguire la perizia.
L'esame avrebbe dovuto dimostrare una cosa fondamentale per le indagini. E cioè, se Diele avesse assunto eroina e marijuana prima di mettersi alla guida (oltretutto senza patente), o se invece – come sostiene – avesse fatto uso di sostanze stupefacenti qualche giorno prima (ha ammesso di essere dipendente da eroina).
I principi attivi della droga si accumulano infatti nei follicoli piliferi. Quando i capelli crescono i follicoli depositano queste sostanze nei capelli stessi.
In genere l'arco temporale per il test è di 90 giorni.
La decisione di Diele non consente di accertare una prova oggettiva. E capire – definitivamente – in quali condizioni si sia messo alla guida quella notte maledetta.
L'attore resta recluso a Fuorni. Quell'ormai famigerato braccialetto elettronico, che gli avrebbe consentito di beneficiare degli arresti domiciliari non è arrivato. E a suo carico continuano anche a pesare le valutazioni del gip che lo ha ritenuto “socialmente pericoloso”.
A chiedere la perizia è stata proprio la parte civile, rappresentata dall'avvocato Michele Tedesco. Una richiesta che non aveva una sua precisa strategia processuale. Ma puntava soprattutto a ricostruire una verità che in particolare il padre di Ilaria ritiene fondamentale: sapere se l'uomo che è in carcere guidava sotto l'effetto di droghe o era invece lucido.
