Morte di Ilaria. Diele rapato a zero. Esame sui peli ascellari

Il prelievo questa mattina. I risultati della perizia pronti tra sessanta giorni.

Ma i peli ascellari non hanno la stessa attendibilità dei capelli. L'attore: sogno ogni notte quel terribile incidente.

L'esame sui follicoli piliferi di Domenico Diele si farà. Anche se l'attore ha deciso di raparsi a zero, rendendo – di fatto – praticamente impossibile l'esame del capello. La perizia sarà invece effettuata sui peli ascellari. Questa mattina il prelievo. Tra sessanta giorni la risposta dell'esperto.

Ma non sarà una risposta definitiva. O meglio: i peli ascellari non forniscono la stessa attendibilità – rispetto alla presenza o meno di droga - dei capelli.

Il prelievo – come si ricorderà – avrebbe dovuto essere effettuato sabato mattina. Ma l'attore si è fatto trovare con i capelli rasati. S'è scelta quindi l'unica alternativa possibile: le ascelle.

Diele è in cella per l'omicidio stradale di Ilaria Dilillo, la 48enne di Pastena, travolta e uccisa al casello autostradale di Montecorvino.

L'attore 32enne, protagonista della serie “1993”, ha fatto sapere di sognare ogni notte quel tragico incidente. E che spera di tornare presto a casa, anche grazie a quel braccialetto elettronico che gli avrebbe permesso – come disposto dal Gip – di beneficiare degli arresti domiciliari.

L'esame dei bulbi piliferi dovrebbe accertare se l'indagato ha assunto eroina e cannabinoidi prima di mettersi alla guida dell'auto. O se – come invece sostiene – la droga l'ha presa due giorni prima (ha ammesso di essere dipendente dall'eroina).

La perizia è stata effettuata anche alla presenza del perito di parte, nominato dal difensore dell'indagato.

Diele, lo ricordiamo, guidava anche senza patente e la sua auto era priva di tagliando assicurativo. Avrebbe anche raccontato – pochi istanti dopo l'incidente – di non aver visto la vittima perché in quel momento stava armeggiando con il suo cellulare.

Nei suoi confronti è stato ipotizzato il reato di omicidio stradale. Se venisse confermata l'aggravante della guida sotto l'effetto di stupefacenti rischierebbe una condanna fino a sedici anni di reclusione.