I criminali colpiti lì dove fa più male: gli interessi economici. Soprattutto se i malviventi hanno beni del tutto ingiustificati rispetto al reddito (che in questo caso è pari a zero).
Questa mattina il nucleo della polizia tributaria di Trento ha eseguito un provvedimento di confisca, previo sequestro, emesso dal tribunale di Salerno (sezione misure di prevenzione), su richiesta della procura nei confronti di Giovanni Padovano, di Scafati e de suo nucleo familiare. Un provvedimento emesso ai sensi della normativa antimafia.
Ma chi è Giovanni Padovano? Per gli inquirenti è il capo di una banda che ha commesso una serie di assalti a portavalori, anche in Trentino Alto Adige. Banda che è stata poi sgominata dai carabinieri. Ma non solo, il pregiudicato ha precedenti per furti, rapine, ricettazione e traffico internazionale di stupefacenti.
Cosa gli hanno sequestrato? Beni per un valore complessivo di 400mila euro. Due abitazioni a Scafati e quattro vetture.
Il Gico ha svolto accertamenti patrimoniali nei confronti di tutta la banda di rapinatori, accertando la sproporzione enorme tra i beni accumulati e i redditi dichiarati.
Il provvedimento di sequestro dei beni è già stato eseguito nei confronti di un altro componente del gruppo di criminali: due fabbricati, un capannone, due auto e una moto. In tutto più di mezzo milione di euro.
Il provvedimento eseguito questa mattina ha colpito – come detto – il capo della banda. Un personaggio che è risultato collegato, in passato, anche a noti clan della camorra, come i D'Alessandro di Castellammare di Stabia, i Fabbrocino dei paesi Vesuviani, i La Torre di Mondragone, i Pagnozzi della Valle Caudina, i Visciano Loreto di Scafati e i Sorprendente Sorrentino di Napoli.
Il tribunale di Salerno ha ritenuto il patrimonio di Giovanni Padovano e dei suoi familiari sproporzionato, anche perché l'unica fonte di sostentamento accertata viene da attività illegali.
L'attività di magistratura e guardia di finanza colpisce al cuore il crimine organizzato: soprattutto sotto l'aspetto patrimoniale. L'obiettivo? Restituire quei beni alla collettività.
