di Luciano Trapanese
«Passo a prendere un caffè». Ma era eroina. Nelle intercettazioni hanno chiamato le sostanze stupefacenti (anche coca e hashish), in molto modi: panettone, vengo a fare un giro in macchina, biancaneve, i sette nani, bidone di pittura, pacchetto di sigarette.
Il solito linguaggio che si presume criptico, ma che è una parte sostanziale dell'impianto accusatorio che gli inquirenti della dda di Salerno, grazie al lavoro dei carabinieri del comando provinciale, hanno costruito a carico del cartello dello spaccio, attivissimo tra Pontecagnano, Eboli, Battipaglia, Capaccio e Bellizzi.
Leggi qui chi sono e come agivano i trafficanti
Per gli investigatori a capo del sodalizio c'è una coppia, marito e moglie. Michele Degli Angioli e Marcella Pizzo. Si sono occupati per anni di acquisto, trasporto, confezionamento, vendita, distribuzione e cessione di droga. Soprattutto eroina. Le dosi costavano tra i trenta e i cinquanta euro (dipendeva dal cliente).
Nel sodalizio – con un ruolo che si presume rilevante -, anche i figli della coppia, Ilaria e Vito Degli Angioli. Gli addetti alla vendita sulle diverse piazze erano invece Mario Trovato, Marino Davide ed Ernesto D'Aponte.
Nelle intercettazioni non si parla mai in modo esplicito di droga, ma i sequestro effettuati dai carabinieri nel corso delle indagini hanno poi confermato che il caffè era in realtà una dosa di droga.
Gli investigatori sono riusciti a risalire anche ai fornitori delle sostanze. I napoletani Marco, Pietro ed Enrico Accurso, e Gennaro Arrichiello.
Nel corso delle intercettazioni c'è anche un momento drammatico. Quando uno dei clienti viene trovato morto. I familiari del giovane sostengono sia stato ucciso da una overdose (ma le indagini non lo avrebbero confermato). Appresa la notizia Michele Degli Angioli esprime a telefono tutta la sua preoccupazione: teme si possa risalire a lui come fornitore di eroina.
Le indagini sono andate avanti per due anni. I componenti del cartello controllavano diverse piazze di spaccio. Non hanno mai manifestato problemi con altri concorrenti.
Molte delle “richieste” arrivavano via telefono. Ma una parte consistente della vendita era direttamente in piazza.
Anche il blitz di questa mattina conferma la nuova diffusione dell'eroina: veniva venduta più della coca. E gli spacciatori, alla notizia della morte del cliente, hanno dichiarato: bisogna sniffarla (una frase che frantuma il tentativo di criptare le conversazioni).
