“Dopo tutti questi mesi, finalmente la Procura di Pescara ha individuato i responsabili della morte di Stefano e delle altre 28 vittime. Fa piacere vedere che sono indagati personaggi che fin dall’inizio avevamo indicato come i colpevoli, uno tra tutti l’ex prefetto di Pescara Francesco Provolo. La famiglia Feniello continuerà a combattere per avere giustizia”. Si affida alla sua pagina Facebook per dar voce alla sua soddisfazione Alessio Feniello, padre di Stefano, il 28enne, originario di Valva, morto sotto alle macerie dell'Hotel Rigopiano, a Farindola, il 28 gennaio scorso.
Feniello nel suo messaggio fa riferimento alla nuova ondata di avvisi di garanzia nell'inchiesta sulla tragedia che tolse la vita a 29 persone. Fra i nuovi indagati c'è anche l'ex prefetto di Pescara, Francesco Provolo. Intanto sono in corso notifiche da parte della Procura di Pescara di 23 avvisi di garanzia per la vicenda dell'Hotel Rigopiano.
Gli avvisi di garanzia sono in corso di notifica presso il comune di Farindola (Pescara), la Provincia di Pescara e la Prefettura. I reati ipotizzati vanno, a vario titolo, dal crollo di costruzioni o altri disastri dolosi, all'omicidio e lesioni colpose, all'abuso d'ufficio e falso ideologico, alla rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro.
Una tragedia che in molti hanno detto “annunciata”. Dal mancato sgombero della struttura al tragico crollo. Poi al dolore per le morti si aggiunse, nel caso dei Feniello, quella che si è rivelata una falsa notizia. Il fatto che Stefano fosse sopravvissuto alla valanga. Fu proprio la prefettura a fare erroneamente il suo nome tra i superstiti.
S.B.
