Il copione è sempre lo stesso, quello che cambia è il grado di cattiveria, sempre altissimo ma, in alcuni casi, spietato, senza un briciolo di umanità da parte di chi lo mette in scena. Si fa leva sugli affetti più cari, specie se sono lontani, si osservano le vittime a distanza, magari anche attraverso i social, si studiano le loro abitudini, si individua il nervo scoperto, il lato più vulnerabile della persona che si vuole colpire e via, la truffa può partire.
La nostra città non è nuova a episodi come quello verificatosi ieri in una famiglia salernitana – padre, madre invalida e due figli, entrambi ormai lontani da casa – che per qualche minuto ha vissuto nel terrore più puro credendo che a uno dei loro membri fosse accaduto qualcosa di irreparabile. Questa volta non è stata presa di mira la vecchietta che vive da sola, forse anche un po’ provata dagli anni, che tende a credere a tutto ciò che le viene detto, specie se in ballo c’è la salute di qualche nipote lontano; a venir bersagliata dalla spregiudicatezza di questi esseri così immondi da far credere a una mamma che suo figlio è in pericolo di vita pur di spillarle qualche centinaia di euro, è stata una coppia di genitori relativamente giovane, con figli poco più che trentenni, entrambi residenti fuori Salerno ormai da tempo. Hanno pensato a tutto, questi ignobili truffatori, anche al sottofondo di disperazione che doveva avere la telefonata per essere più credibile e così, dopo aver assoldato altri complici, hanno composto il numero di casa della famiglia prescelta e, facendo bene udire delle urla di dolore, hanno detto alla donna che ha risposto al telefono che suo figlio aveva avuto un grave incidente. Poi hanno riattaccato facendo piombare la povera mamma lontana nel più drammatico degli incubi. Qualche minuto dopo ha chiamato a casa un sedicente avvocato ma, per fortuna, questa volta a rispondere al telefono è stato il padre del ragazzo che secondo i truffatori aveva subito l’incidente. Alla richiesta di denaro, l'uomo ha capito che in atto c’era un raggiro in piena norma e ha iniziato a insultare chi c’era dall’altro capo della cornetta. Il finto avvocato ha però cercato di convincere l’uomo che era tutto vero, invitandolo, nel caso avesse voluto avere una prova che ciò che gli era stato riferito era vero, di riattaccare e di chiamare al 112 per avere conferma. Questo è un altro furbissimo espediente che usano i truffatori per rendere il loro piano credibile: nel caso in cui l’uomo avesse riattaccato e composto il numero di emergenza, a rispondergli sarebbe stato lo stesso sedicente avvocato che, non avendo mai interrotto la comunicazione precedente, poteva spacciarsi come agente di polizia in servizio che, ovviamente, avrebbe confermato tutto.
Insomma, tutto studiato a tavolino, e anche molto bene. “Inizialmente pensavamo fosse uno scherzo di pessimo gusto di qualche cretino – racconta la figlia, presto messa al corrente di quello che era avvenuto a centinaia di chilometri da lei – ma quando abbiamo allertato i carabinieri e la polizia postale abbiamo scoperto che si tratta di una truffa in piena regola che colpisce le persone più deboli. Un gioco macabro per fregare soldi alla gente”. La famiglia ha sporto denuncia ed è intenzionata ad andare fino in fondo alla faccenda. E lo stesso ignaro incidentato, che per fortuna sta bene e non è reduce da alcun impatto fatale , una volta tranquillizzata la mamma ha deciso di raccontare la sua storia su Facebook: “Dico questo perché molti di noi sono figli “fuori sede”. Mi raccomando avvertite per tempo le vostre famiglie”.
Fiorella Loffredo
