Ti amo, ma non è vero: costringe la fidanzata a prostituirsi

Una storia di ordinaria violenza e sopraffazione. Vittima una 20enne rumena. Arrestato l'aguzzino

ti amo ma non e vero costringe la fidanzata a prostituirsi

L'uomo è stato ammanettato dai carabinieri. Nei giorni scorsi un altro rumeno ha tentato si rapire una quindicenne, forse per avviarla alla prostituzione. Sempre lì, sulla Litoranea

(elleti) Ha finto di amarla, l'ha convinta a raggiungerlo in Italia, dove le avrebbe assicurato un buon posto di lavoro. Invece di un futuro migliore, una bella ventenne rumena si è ritrovata nel fondo di un incubo: è stata picchiata, ridotta in schiavitù e costretta a prostituirsi lungo la Litoranea. Giorno e notte. Sotto gli occhi attenti del suo protettore. Il suo aguzzino.

Ma ieri, D.P., 32 anni, rumeno, è stato arrestato dai carabinieri. Nei suoi confronti l'accusa di favoreggiamento e sfruttamento delle prostituzione e riduzione in schiavitù.

E' stata una segnalazione, forse arrivata dalla stessa ragazza, a mettere sull'avviso i militari. Non c'è voluto molto per capire quello che stava accadendo.

Era lo stesso 32enne ad accompagnare la giovane lungo la Litoranea di Eboli. Restava in auto a poche decine di metri dalla ragazza. Dopo le prestazioni si faceva consegnare il denaro.

Ora l'aguzzino è recluso in una cella del carcere di Fuorni. Si sta anche cercando di capire se il “sistema” sia stato utilizzato dall'uomo anche nei confronti di altre ragazze.

La 20enne è stata per ora accudita in un centro di accoglienza per donne che hanno subito violenze.

Una vicenda che è purtroppo uguale a quella di tante altre giovanissime – soprattutto dell'Est –. Le stesse che vedete ogni giorno sul ciglio della strada che costeggia il mare e attraversa i territori di Salerno, Pontecagnano, Battipaglia ed Eboli.

Una storia molto simile, ma che al momento non ha evidenziato legami diretti con lo sfruttamento della prostituzione si è verificata qualche giorno fa a Battipaglia. Protagonista sempre un rumeno, Cosmin Haraga, 32 anni, residente ad Eboli.

L'uomo, nella zona di Piazza Cacciatore, ha aggredito una 47enne. E' penetrato nella sua abitazione e l'ha colpita con la gamba di legno di un tavolo. Poi si è avvicinato alla figlia della donna, una 15enne, e l'ha trascinata via. Ma è stato bloccato dai carabinieri.

La mamma era stata picchiata anche perché si era rifiutata di ritirare una denuncia nei confronti del 32 enne. Denunciata che era stata presentata sempre per sottrazione di minori. E per la quale all'uomo era stato imposto l'obbligo di dimora.

L'uomo è stato arrestato per tentato sequestro di persona, violenza privata, violazione di domicilio e lesioni personali. E' ora recluso nel carcere di Fuorni.

Gli investigatori stanno cercando di capire se quel “rapimento” non era altro che il preludio a qualcosa di diverso e purtroppo consueto per tante ragazze dell'Est: l'avvio alla prostituzione. E magari sempre lì, su quella striscia d'asfalto diventata residenza forzate per tante giovanissime schiave del sesso.