Tragedia di Rigopiano: sentito l'ex prefetto

Una valanga travolse l'albergo provocando la morte di 29 persone

Tra queste il giovane Stefano Feniello, originario del piccolo comune di Valva, nel salernitano

Sono partiti gli interrogatori in Procura per i primi 23 indagati sul dramma dell'Hotel Rigopiano di Farindola, a Pescara. In 29 morirono travolti dalla valanga che colpì l'albergo lo scorso 18 gennaio. Tra questi anche il 28enne, Stefano Feniello, originario di Valva, piccolo comune del salernitano. Tra le persone sentite c'è l'ex prefetto di Pescara Francesco Provolo.

"La documentazione che abbiamo consegnato riguarda l'effettiva avvenuta convocazione del centro di coordinamento soccorsi, già alle 10 della mattina del 16 gennaio e non il 18 a mezzogiorno come la Procura era stata indotta a sostenere fino a questo momento dalla documentazione in suo possesso".

Interviene così l'avvocato Giandomenico Caiazza, al termine dell'interrogatorio del suo assistito, l'ex prefetto Provolo, indagato nell'inchiesta sul disastro dell'Hotel Rigopiano. "Abbiamo dato tutti i chiarimenti necessari, anche attraverso la produzione di documentazione che non era in possesso della Procura e che a nostro avviso chiarisce in modo definitivo la piena correttezza dell'operato del prefetto".

Provolo è stato sentito in Procura a Pescara dal procuratore Massimiliano Serpi e dal pm Andrea Papalia. Proprio il padre di Stefano, Alessio Feniello, ha espresso la sua soddisfazione per i 23 nuovi avvisi di garanzia arrivati nel novembre scorso nei confronti dei nuovi indagati nell'ambito dell'inchiesta del crollo della struttura alberghiera.

“Fa piacere vedere che sono indagati personaggi che fin dall’inizio avevamo indicato come i colpevoli, uno tra tutti l’ex prefetto di Pescara Francesco Provolo. La famiglia Feniello continuerà a combattere per avere giustizia”.

S.B.