Si continua ad indagare sulla morte di Alessandro Farina, il 13enne di Pellezzano deceduto lo scorso 27 dicembre al Ruggi di Salerno, dove era stato ricoverato nel giorno di Natale, in gravi condizioni, per un picco glicemico.
Mentre si attendono i risultati dell'autopsia e gli accertamenti tossicologici svolti dal professor Pietro Tarsitano, primario di medicina legale, e dal professor Antonio Correra, primario di pediatria del Santobono, i camici bianchi dell'ospedale di Salerno si difendono. Sette gli indagati dal sostituto procuratore di Salerno Claudia D’Alitto.
Gli avvisi di garanzia riguardano cinque medici di pediatria, il pediatra di famiglia e la dottoressa del 118 che ha risposto alla chiamata di soccorso. I sanitari del Ruggi stanno ripercorrendo quanto accaduto in quelle drammatiche ore in una relazione che sarà pronta in settimana. A chiedere l'intervento di una commissione interna dell'ospedale, guidata dal direttore medico Angelo Gerbasio, è stato il direttore generale del nosocomio salernitano Giuseppe Longo.
Il medico di turno del reparto di pediatria del Ruggi avrebbe spiegato, tornando su ogni decisione presa in quei giorni, perchè per il 13enne si era ipotizzata un'allergia alla tachipirina, per la quale gli era stato prescritto del cortisone. Un farmaco che di fatto avrebbe aggravato le condizioni del ragazzino, portandolo alla morte. Il 13enne aveva infatti la glicemia altissima, forse per un diabete infantile mai diagnosticato.
Una tragedia che aveva spinto i familiari a denunciare l'accaduto in Procura a Salerno per avere delle risposte. Dovrà essere l'inchiesta a fornirle
Sara Botte
