Sempre più baby gang e in città si impongono i D'Agostino

E' questo il quadro che emerge dalla relazione semestrale della Direzione Nazionale Antimafia

Si formano nuove leve della malavita

L'immagine è quella di una Campania ricca di tanti «piccoli eserciti» di ragazzi sbandati, piccoli delinquenti, che esercitano «una quotidiana violenza esibita, una sfida verso gli avversari». Un quadro inquietante. Si conferma il fenomeno delle baby gang attive in tutta la Campania e la mano sul territorio dei clan storici, ma anche delle nuove leve.

Ad evidenziarlo la relazione semestrale della Direzione nazionale antimafia trasmessa alla Camera. Delinquenti sempre più giovani dunque che si occupano prevalentemente dello spaccio di droga, usura, riciclaggio. Questo il dato che riguarda il salernitano. Meno forti dunque i clan della Piana del Sele e dell’Agro Nocerino-Sarnese, dove coesistono più gruppi, non sempre di chiara matrice camorristica.

Clan che controllano alcuni settori nevralgici dell’economia provinciale (costruzione di opere pubbliche, forniture di servizi) anche attraverso il condizionamento degli Enti territoriali locali, basta pensare al comune di Scafati. Il territorio di Scafati, per la sua posizione di confine tra le province salernitana e napoletana, rappresenta un importante crocevia per la conduzione di traffici illeciti e di alleanze strategiche tra gruppi criminali operanti a livello interprovinciale, in particolare nel settore del traffico di sostanze stupefacenti, con il clan Loreto -Ridosso. A Salerno si conferma il ruolo di primo piano del clan D’Agostino. Clan storici dunque, ma anche nuove leve.

A Castel San Giorgio, Siano e Bracigliano, dopo l’indebolimento del clan Graziano di Quindici la Dia ha riscontrato l’operatività, nell' attività di riciclaggio, della famiglia Cirillo, sodalizio criminale attivo negli anni ‘80 e ‘90 sulla costa Ionica calabrese.

L’Agro Nocerino-Sarnese resta la zona della provincia di Salerno in cui la criminalità organizzata di stampo camorristico si è tradizionalmente, e più incisivamente, imposta.

A Nocera Inferiore si attesta la mano del gruppo Mariniello, mentre a Pagani mantiene il suo potere il gruppo Fezza-Petrosino D’Auria, a Sarno si è imposto invece il clan Serino e Graziano di Quindici.

Sara Botte