Un gioco violento, gratuito, pericoloso: lanciare sassi da un cavalcavia per centrare le auto in transito e provocare incidenti. A volte morti. Ieri sera è accaduto a Capaccio Scalo, in località Servella.
Una Giulietta, condotta da un 22enne della zona, che era in compagnia della fidanzata, è stata colpita da un pesante sasso mentre percorreva il rettifilo. Per fortuna la pietra non ha centrato il parabrezza, ma ha solo danneggiato la carrozzeria. E' stato quindi evitato un possibile dramma.
Sulla vicenda – come riporta Stile Tv – sono ora in corso indagini. I carabinieri della compagnia di Agropoli stanno visionando eventuali video e ascoltando testimoni per tentare di risalire all'autore del gesto.
Atti di questo tipo si verificano da oltre un trentennio in Italia. E hanno provocato nove morti.
La prima in Lombardia. Un episodio terribile. Era il 1986. Una bimba di due mesi venne centrata da un sasso che aveva infranto il parabrezza. Accadde lungo la provinciale Milano Lenate. Morì sul colpo.
Nel 2002 la prima vittima campana (dopo che nei quattro anni precedenti si erano verificati altri otto casi non letali). Morì un 48enne, colpito da un oggetto metallico lanciato da un cavalcavia lungo la Roma Napoli. Su quella stessa strada, tre anni dopo, a pochi chilometri dallo svincolo per Cassino, un masso provocò un'altra vittima e diversi feriti.
I lanci non si sono mai fermati. Bastano i dati del 2016 per dare contezza delle proporzioni di questa follia: 85 episodi, cinque sulle autostrade e 80 sulle altre strade. Quattro persone sono rimaste ferite.
Quasi sempre a essere coinvolti sono stati minorenni. Su 48 persone fermate o arrestate, ben 33 avevano meno di 18 anni.
In un caso, qualche mese fa, i “lanciatori” avevano addirittura 11 e 12 anni. E' accaduto sull'autostrada A 5, che collega Torino ad Aosta, nei pressi di San Benigno Canavese. Lanciarono numerosi sassi, uno soltanto è andato a segno, colpendo una vettura – per fortuna – sul cofano. A bordo una 30enne, che se l'è cavata con un po' di paura. Molti automobilisti hanno segnalato la presenza sospetta di persone sul cavalcavia. I ragazzini sono stati fermati dai carabinieri.
