Tragedia in carcere: muore una detenuta

La donna è stata trovata cadavere nel suo letto

tragedia in carcere muore una detenuta

Sarebbe passata dal sonno alla morte, le sue compagne di stanza non si sono accorte di nulla

Salerno.  

Tragedia nella notte nel carcere di Fuorni. Una detenuta è morta nel sonno. E' stata trovata senza vita riversa nel proprio letto verso le due nella sezione femminile della Casa Circondariale. Si tratta di una sessantacinquenne di origine napoletana A.C. con posizione giuridica definitiva e fine pena nel 2019. Il personale della casa circondariale di Salerno si è reso conto dell'accaduto durante un consueto giro di controllo.

Molto probabilmente la detenuta è passata dal sonno alla morte senza dare alcune segno della cosa. Pare infatti che le altre sue compagne di stanza non si siano rese conto di quanto stava accadendo. Ogni tentativo di cercare di far riprendere la donna è stato vano. I sanitari di turno hanno solo potuto constatare l'arresto cardiocircolatorio. Sul posto nella notte è intervenuto poi anche il medico legale.  

“La morte in carcere è sempre un evento drammatico che lascia un profondo senso  di disagio e inquietudine in tutti. - spiega Emilio Fattorello, segretario nazionale SAPPE della Campania -.

E ogni volta si apre il dibattito sulla necessità e reale opportunità di tenere una persona in carcere forse come in questo caso. L'universo penitenziario gira attorno all'essere umano sia esso detenuto che operatore quale il poliziotto penitenziario percui la morte è una sconfitta per tutti”.

Aggiunge da Roma Donato Capece, segretario generale SAPPE: “La situazione nelle carceri resta allarmante: altro che emergenza superata! Dal punto di vista sanitario è semplicemente terrificante: secondo recenti studi di settore è stato accertato che, nel corso del 2016, sono passati all’interno dei 190 istituti penitenziari italiani oltre 100mila detenuti: dall’indagine della Società italiana di medicina penitenziaria è emerso chiaramente che solamente un detenuto su 3 non è malato, mentre la metà è inconsapevole della patologia di cui è affetto. I dati più allarmanti riguardano le malattie infettive: secondo quanto stimato, infatti, i detenuti con l’hiv sono circa 5mila, i portatori attivi del virus dell’epatite Bsi aggirano intorno ai 6.500, mentre tra i 25mila e i 35mila sono i detenuti affetti da epatite C. Per quanto riguarda i carcerati stranieri (circa il 34% della popolazione carceraria italiana) oltre la metà è portatrice latente di tubercolosi”.

S.B.