Roberto Sparacio, nato a Salerno, residente a Palermo e domiciliato a Pantelleria (Tp), l'ingegnere informatico arrestato con l'accusa di aver confezionato pen drive esplosive, è indagato per minacce aggravate, lesioni gravissime, tentata estorsione, fabbricazione, commercio e detenzione di materiale esplosivo e di addestramento a preparare esplosivi.
Nell'abitazione del professionista, a Pantelleria, vi era un vero è proprio laboratorio per la preparazione di congegni esplosivi e per miscelare sostanze chimiche, ritenute dagli inquirenti, molto pericolose. La polizia - le indagini sono state condotte dalla Squadra mobile e dalla sezione di pg della polizia presso la Procura di Trapani - ha scoperto, inoltre, in una cava di contrada Kazen, un chilo di sostanze esplosive, miscelate, secondo gli inquirenti da Sparacio, "pericolosissime", al punto che proprio in queste ore gli inquirenti, considerato che il materiale "non e' trasportabile", stanno valutando se farlo esplodere sul posto.
