La Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Salerno ha reso noto di aver identificato sette minorenni ritenuti responsabili di una serie di aggressioni ai danni di altri minori, avvenute a partire dal mese di febbraio 2026 in Piazza della Libertà e nelle zone limitrofe del capoluogo di provincia.
Le accuse e il modus operandi
I minori coinvolti, di età compresa tra i 14 e i 15 anni, sono accusati a vario titolo di lesioni personali, percosse, atti di bullismo e detenzione abusiva di armi. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, le condotte criminose venivano poste in essere in modo sistematico ai danni di altri minori, intercettati nei luoghi di aggregazione giovanile del centro cittadino.
L’avvio delle indagini
Le indagini sono state avviate a seguito delle denunce presentate dai genitori delle giovani vittime, alcune delle quali hanno dovuto fare ricorso a cure mediche ospedaliere.
L’attività investigativa, condotta dalla Sezione Specializzata di Polizia Giudiziaria coordinata dalla Procura, si è sviluppata attraverso l’audizione protetta delle vittime e dei testimoni oculari, l’analisi dei filmati estratti dai sistemi di videosorveglianza pubblici e privati, nonché l’esecuzione di mirate perquisizioni locali e personali.
Il sequestro di armi
Nel corso delle attività investigative gli inquirenti hanno proceduto al sequestro di tirapugni e di coltelli a serramanico con meccanismo di apertura a scatto.
Gli interrogatori e il coinvolgimento dei Servizi Sociali
I minori sono stati sottoposti a interrogatorio alla presenza dei rispettivi difensori e degli esercenti la responsabilità genitoriale. Sono stati inoltre interessati i competenti Servizi Sociali per lo svolgimento delle indagini familiari sui nuclei coinvolti.
La posizione della Procura
La Procura della Repubblica ha definito la lotta alle baby gang una delle priorità dell’Ufficio, che continuerà a monitorare il fenomeno garantendo risposte immediate a tutela dei cittadini. Un fenomeno allarmante secondo gli inquirenti salernitani, caratterizzato da una totale assenza di motivazione se non la sopraffazione della vittima attraverso la forza del branco.
L’intervento della Procura mira non solo a interrompere la catena di violenze e a garantire la sicurezza dei giovani della comunità, ma anche ad avviare, con il supporto dei Servizi Sociali territoriali, i necessari percorsi di recupero sociale e psicologico previsti dall’ordinamento minorile.
