Crescent: l'Autorità portuale ricorre al Tar

Esposto contro la Soprintendenza per l'eliminazione delle torri. A rischio 7 milioni di fondi

Salerno.  

Sembra non avere fine la vicenda legata al Crescent, che tra sequestri, ritardi burocratici e processi, la mega opera dell’architetto Riccardo Boffil, continua ad avere problemi. Adesso ci si è messa anche l’Autorità portuale, che ha presentato ricorso al Tar contro l’autorizzazione della Soprintendenza, che ha stabilito l’eliminazione delle due torri e la riduzione di mezzo metro del fabbricato. Una di queste torri era destinata proprio all’ente dello scalo commerciale, che contesta il provvedimento, non considerandolo adeguato, e non considera opportuna la formula che ha portato all’autorizzazione. Questo perché l’Autorità portuale non è mai stata interpellata in questa fase, a differenza del comune di Salerno e dei privati. Oltre a questo, poi, c’è da prendere in considerazione che la procedura adottata dalla Soprintendenza, che porta di fatto all’eliminazione delle torri, ha messo a rischio ben sette milioni di finanziamento ottenuti dall’ente, che in parte sono già stati spesi. Intanto, nell’aula della seconda seziona penale, dove si svolge il processo che vede imputati Vincenzo De Luca e altre ventuno persone tra assessori, tecnici e imprenditori, è scontro totale. Il giudice Vincenzo Siani, che presiede la causa, ha fissato per il giorno 17 febbraio l’udienza in cui deciderà chi potrà entrare nel processo. In quella data si inizierà a capire bene che piega prenderà questo ennesimo processo, che vede al centro la mega opera in via di realizzazione sul porto di Salerno.