Carcere di Salerno, ancora violenze: detenuto aggredisce un agente al volto

Il Sappe: i poliziotti non vanno lasciati soli, serve una risposta immediata

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Salerno.  

Un detenuto ha aggredito violentemente al volto un agente di Polizia Penitenziaria presso la Casa circondariale di Salerno. A denunciarlo è Marianna Argenio, vice segretario regionale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), che esprime profonda preoccupazione per "l'ennesima aggressione" subita da un appartenente al Corpo durante lo svolgimento delle sue funzioni.

L'AGGRESSIONE ALL'UFFICIO MATRICOLA

L'agente era in servizio all'Ufficio Matricola ed era impegnato nella notifica di un provvedimento quando è stato colpito. Ha riportato lesioni che hanno comportato una prognosi di sette giorni. "Si tratta di un episodio grave e inaccettabile", dichiara Argenio, "che conferma ancora una volta i rischi ai quali sono esposti quotidianamente gli appartenenti al Corpo, persino durante attività amministrative che dovrebbero potersi svolgere in condizioni di assoluta sicurezza". Il Sappe esprime solidarietà e vicinanza al collega, con l'augurio di una pronta e completa guarigione. "Nessun appartenente alla Polizia Penitenziaria", aggiunge la sindacalista, "deve essere lasciato solo di fronte alla violenza subita nell'esercizio del proprio dovere".

LA RICHIESTA DI AVVIARE IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE

Il sindacato richiama la circolare del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria (Dap) del 3 aprile 2023, n. 3701/6151, sulla gestione della procedura disciplinare a carico del responsabile di aggressioni al personale. Secondo il sindacato, il Dipartimento ha ribadito che l'azione disciplinare è una risposta doverosa, concreta e immediata ai comportamenti violenti dei detenuti. La circolare richiama l'articolo 81 del Dpr 230 del 2000: la redazione del rapporto disciplinare, una volta constatata o conosciuta un'infrazione, è un atto obbligatorio e non discrezionale. Il direttore dell'istituto, ricevuto il rapporto, deve avviare il procedimento, in particolare per le aggressioni verbali o fisiche contro gli operatori. "Non possono esserci inerzie, sottovalutazioni o ritardi ingiustificati", sottolinea Argenio. Il Sappe chiede quindi che siano assicurati tutti gli adempimenti previsti, compresa la tempestiva contestazione degli addebiti nel rispetto dei termini di legge.

LA RICHIESTA DI TRASFERIMENTO DEL DETENUTO

Accanto alla risposta disciplinare, per il sindacato serve intervenire anche sul piano della sicurezza. Il Sappe richiama la circolare Dap n. 3707/6152 del 28 settembre 2023 sui trasferimenti di detenuti e internati per aggressioni a persone. Il paragrafo 7 prevede che, in presenza di gravi e comprovati elementi, le direzioni chiedano tempestivamente il trasferimento ai Provveditorati regionali o alla Direzione generale dei detenuti e del trattamento, secondo il circuito di appartenenza. Tra le situazioni che giustificano la richiesta di diversa assegnazione la circolare indica le gravi aggressioni al personale penitenziario. In questi casi la direzione deve inoltrare subito la richiesta, con un'esposizione oggettiva dei fatti e la documentazione necessaria. Gli organi competenti devono valutarla con la massima celerità e, se la accolgono, eseguire il trasferimento senza indugio.

L'APPELLO ALLA DIREZIONE E AL PROVVEDITORE

"Chiediamo alla Direzione della Casa circondariale di Salerno e al Provveditore regionale dell'Amministrazione Penitenziaria di attivare immediatamente la procedura prevista dalla circolare, richiedendo il trasferimento del detenuto responsabile dell'aggressione", dichiara Argenio. E aggiunge: "Non è accettabile che un agente venga colpito violentemente al volto mentre svolge un'attività istituzionale e che la risposta dell'Amministrazione non sia tempestiva e adeguata alla gravità dell'accaduto. Le disposizioni dipartimentali esistono proprio per affrontare queste situazioni e devono essere applicate concretamente, affinché la tutela del personale non rimanga soltanto un principio enunciato dopo ogni episodio di violenza".

"LA SICUREZZA NON PUÒ ESSERE SOLO PROCLAMATA"

Il Sappe ribadisce che la sicurezza degli appartenenti alla Polizia Penitenziaria deve essere una priorità concreta dell'Amministrazione, e che ogni aggressione richiede una risposta ferma, tempestiva e coerente. "Non possiamo accettare che la violenza contro il personale venga considerata un rischio ordinario del servizio", evidenzia Argenio. "Chi indossa l'uniforme ha diritto di svolgere le proprie mansioni in condizioni di sicurezza e di ricevere dall'Amministrazione risposte concrete quando la propria incolumità viene messa in pericolo". Il sindacato seguirà la vicenda e solleciterà tutti gli interventi necessari per tutelare il collega aggredito e l'intero personale dell'istituto. "La sicurezza della Polizia Penitenziaria non può essere soltanto proclamata: deve essere garantita attraverso atti concreti, responsabilità e decisioni tempestive", conclude Argenio.