Il processo sul Crescent si sposta.
Gli accertamenti tecnici tornano nel mirino dei comitati”. Ieri mattina le associazioni “Italia Nostra” e “No Crescent” hanno spiegato il fascicolo d’indagine aperto dalla Procura di Napoli sulla questione. Uno “spostamento” dovuto alle competenze territoriali: gli attivisti hanno puntato il dito contro le verifiche sul cantiere relative anche alla deviazione del torrente Fusandola.
L’esposto riguarda le analisi compite dall’autorità di Bacino e dall’Ufficio urbanistico della regione Campania, mentre non sono stati presi in esame quelli prodotti dal Genio Civile. Denunce che sono state presentate oltre che nel capoluogo partenopeo anche a Salerno. «Il dissequestro dell’area di piazza della Libertà non risolve il problema, non si può accettare di lavorare in questa situazione pericolosa», il pensiero di Raffaella Di Leo, presidente del comitato “Italia Nostra”, seguito a ruota da Pierluigi Morena, a capo del “No Crescent”: «I dati da noi prodotti contrastavano nettamente con i risultati delle verifiche tenute in precedenza. Contemporaneamente Boeri, tecnico della Procura, ha confermato le nostre verifiche. Per noi sono dati importantissimi anche per il processo in atto a Salerno. Nei prossimi giorni forniremo altri elementi alla procura di Napoli che per noi decisivi».
Redazione Sa
