con il loro silenzio erano «complici». Ci sarebbero anche altre infermiere ad aver "aiutato" il primario di Neurochirurgia Luciano Brigante a «pilotare» interventi forzando le liste d’attesa. Anche loro avrebbero comunque favorito il sistema concussorio del primario Luciano Brigante, Takanori Fukoshima e Gaetano Liberti. Anche la procedura per il ricovero era «particolare»: era proprio una delle infermiere del reparto a compilare un cedolino che poi l’interessato portava all’ufficio accettazione, come riporta ilmattino.it. Invece, da regolamento, sarebbe dovuto essere il responsabile della proposta di ricovero, il medico, ad effettuare la visita specialistica e a lui va imputato anche il corretto inserimento del paziente in lista d’attesa e della completa informazione circa i tempi di ricovero. A gestire le sale operatorie, quindi la seconda fase, era proprio la caposala ora ai domiciliari: Anna Rita Iannicelli. Era lei, in effetti, secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri, a compilare le liste d’attesa del reparto.
Redazione Sa
