Per ottenere in fretta un posto letto nel reparto di ginecologia bastava pagare trecento euro, il costo di una visita privata nello studio del medico. Il reparto in questione, manco a dirlo, è quello dell’ospedale Ruggi di Salerno, finito nel mirino della Procura dopo la morte della commerciante di Atrani, Palmina Casanova, deceduta in seguito a un banale intervento di laparoscopia ad una cisti ovarica. Ma quella del passaggio obbligato per lo studio del professionista sembra una pratica comune anche ad altri reparti e sicuramente a molti ospedali.
Una prassi illegale, che per le pazienti del Ruggi, secondo gli inquirenti, era consolidata da tempo. Non solo. La carenza di posti letto veniva usata spesso dai medici per convincere le pazienti a farsi ricoverare nelle cliniche private in cui gli stessi dottori operano a pagamento. Ma è la vendita di posti letto il filone di indagine più inquietante che interessa le corsie dell’ospedale di via san Leonardo.
Il pm Elena Guarino indaga in particolare su quattro medici che avrebbero facilitato il ricovero previo pagamento dei trecento euro. La pista investigativa è avvalorata da diverse testimonianze rese da alcuni ex pazienti e loro familiari già ascoltati negli uffici giudiziari di Salerno. Ascoltate come persone informate sui fatti anche diversi operatori sanitari, ostetriche e altri medici della struttura. Le loro dichiarazioni sono state confrontate con la documentazione già acquisita in reparto, gli elenchi dei ricoveri e i registri visionati dai carabinieri dei Nas nel corso delle indagini negli ultimi tre mesi. nei prossimi giorni potrebbero partire altri avvisi di garanzia.
