Due anni fa l'ex ministro Barca venne appositamente a Salerno per visitare il sito di compostaggio definendolo "uno dei pochi esempi virtuosi al Sud per l'utilizzo dei fondi europei". Oggi l'Autorità Nazionale Anticorruzione accende i fari sull'impianto che tratta i rifiuti della città, gestito dalla Daneco per conto di Salerno Pulita, e in una nota inviata al Comune chiede chiarimenti sul funzionamento della struttura.
Secondo il presidente Cantone "non si rispettano i parametri funzionali e le finalità di progetto, la qualità dei rifiuti trattati è scarsa, di conseguenza il Comune di salerno sopporta costi di gestione troppo elevati a causa dei residui della lavorazione, costi aggiuntivi rispetto a quelli di una gestione ordinaria che pertanto non andrebbero computati". Non solo. L'authority rileva che il Comune di Salerno ha mancato di "effettuare puntuali verifiche e controlli sull’operato del gestore, né ha cercato soluzioni alternative per limitare gli extra-costi per lo smaltimento dei sovvalli e del percolato in quantità eccedenti all’ordinario". Cantone vuole dunque approfondire le motivazioni delle criticità della raccolta differenziata operata dalla società Salerno Pulita (che gestisce la raccolta dei rifiuti) e vuole capire perché finora non si è fatto nulla per separare meglio il materiale che approda all'impianto.
La nota è stata inviata anche alla Procura della Repubblica di Salerno perché, sempre secondo l'authority, "si configurano possibili implicazioni di carattere penale in conseguenza della errata attribuzione del codice Cer ai rifiuti in ingresso all’impianto". Sotto la lente degli ispettori anticorruzione anche una variante ai lavori di circa un milione di euro per realizzare un impianto fotovoltaico. Una variante che non appare conforme alle disposizioni del Codice dei contratti come la valutazione degli stessi compensi per gli incarichi di collaudo, affidati a personale interno di altre amministrazioni, che sarebbe in contrasto con le previsioni di legge.
La relazione prodotta dal Consiglio dell’autorità tenutosi lo scorso 31 agosto, è stata inviata anche alla stessa Salerno Pulita, nonché alla Daneco Impianti, al Ministero dell’Ambiente, all’assessorato regionale all’ambiente, all’Arpac e all’Ispra.
A questo punto la parola passa ai magistrati salernitani e ai giudici della Corte dei conti della Campania chiamati a fare luce sugli eventuali profili penali mentre dal Comune ancora nessuna risposta.
