Albert, folgorato per gioco: addio grande portiere

Decine di giovani in lacrime ai funerali del 20enne morto in una cabina dell'alta tensione

Ex compagni di scuola e i ragazzi della Longobarda Salerno stretti intorno ai genitori devastati dalla perdita

Salerno.  

Una folla commossa ha salutato questo pomeriggio per l'ultima volta Albert Makar Chiarello, il giovane ventenne che è rimasto folgorato domenica sera in una cabina dell'alta tensione nei pressi della Stazione ferroviaria di Salerno.

Il corpo è stato restituito alla famiglia soltanto ieri, dopo l'esame autoptico che era stato disposto dalla Procura nell'ambito dell'inchiesta aperta in seguito all'incidente. "Un ragazzo d'oro, il numero uno" dicono i suoi amici affranti da un dolore sordo per una morte assurda e inspiegabile come può essere la morte di un giovane di soli venti anni. Distrutti i suoi genitori che lo avevano adottato 14 anni fa dalla Bielorussia. "Se solo avessimo potuto salvarti, se solo avessimo potuto dirti ancora una volta quanto ti amiamo". Sono queste le parole che i coniugi Chiarello, che vivono a pochi metri dal luogo della tragedia, sulla Lungoirno, hanno affidato al parroco Don Pasquale. Il prete conosceva bene il ragazzo perché frequentava la parrocchia di San Giovanni Bosco sul Carmine. Quante volte ti ho sentito cantare, la tua voce sopra tutti gli altri". Dolore e lacrime tra i suoi ex compagni di scuola e soprattutto tra i tanti ragazzi della Longobarda Salerno, la squadra di calcio di seconda categoria in cui militava da anni il giovane Albert. "Con la tua statura coprivi tutta la porta - ha detto il parroco durante l'omelia -  eri un'animo semplice e gioioso. Non stavi facendo nulla di male - ha aggiunto - era solo un gioco".

Albert e un suo amico si stavano rincorrendo quella sera con delle pistole giocattolo. A un certo punto il giovane ha scavalcato un muro per andarsi a rifugiare in quello che probabilmente, nel primo buio della sera, gli era sembrato un posto abbastanza sicuro. Si trattava invece della cabina dell'alta tensione dell'Enel dove Albert ha trovato una morte improvvisa e dolorosa. Il suo copro carbonizzato è stato ritrovato dai soccorritori a testa in giù. Per la madre che è accorsa per prima sul posto una scena straziante e indelebile. La bara bianca è stata accompagnata nel silenzio assoluto fuori dalla chiesa. "Ci rincontreremo un giorno" hanno scritto i suoi amici - Addio grande portiere".