Tutto è accaduto nel 2015 quando, in una scuola della Costiera Amalfitana, una maestra ha reiterato comportamenti vessatori nei confronti di un suo allievo, a denunciare il fatto è stata proprio la madre dell'alunno. “Scemo non sei buono a nulla, non sai fare niente” e ancora “chi te l'ha tolta la maestra di sostegno” queste alcune delle frasi dette dalla donna, imputazione coatta per lei, accusata di eccesso di metodi di correzione.
A disporlo è stato il gup del Tribunale di Salerno, Elisabetta Boccassini, che all'esito dell'udienza camerale ha respinto la richiesta di archiviazione formulata dal pubblico ministero Francesca Fittipaldi. Per i giudici nè le modalità nè l'offesa arrecata al minore possono ritenersi "episodi tenui" e avrebbero generato un pericoloso stato per la salute del piccolo allievo.
Redazione Salerno
