Al teatro Nuovo di scena "Nu surdato sbruffone"

La rappresentazione fa tappa in città dopo varie tournée dentro e fuori regione

al teatro nuovo di scena nu surdato sbruffone
Salerno.  

Al teatro Nuovo di via Valerio Laspro va in scena “Nu surdato sbruffone” tratto da Tito Maccio Plauto (regia e adattamento di Rodolfo Fornario). L’appuntamento è per sabato alle ore 21 e domenica alle 19. A calcare il palcoscenico saranno Ciro Girardi, Antonello Cianciulli, Rodolfo Fornario, Antonella Quaranta, Margherita Rago, Patrizia Capacchione e Stefano Schiavone della compagnia “Arcoscenico Teatro”. La rappresentazione è già stata messa in scena, questa estate al Teatro Greco di Metaponto e a Giffoni Teatro. Ora, dopo una breve pausa riprende la tournee che toccherà i teatri di Napoli e Provincia, quelli di Avellino e delle altre città campane.

La storia è quella di Pirgopolinice, soldato vanaglorioso e sbruffone, che viene glorificato e assecondato nelle sue follie e nelle sue convinzioni dal furbo e scaltro servo, che gira a proprio utile le farneticazioni del suo padrone. Pirgopolinice è un fanfarone, un uomo che forte solo della sua posizione economica, vive in un mondo fatto di gesta eroiche di cui crede essere protagonista, ma che in realtà non ha mai compiuto. Le sue illusioni, scambiate per realtà, vengono sostenute dal servo Fregazio, che ne asseconda le fantasie e anzi spesso le avvalora. Perché lo fa? E’ proprio. All’inizio dello spettacolo che il furbo Fregazio chiarisce la sua posizione:lo sopportiamo perché tene ‘e solde… del resto così all’epoca nostra e anche oggi per voi le cose non stanno diversamente, chissà quanti scieme sopportate solo perché ve danno a mangià. Quanta attualità in questa frase.

La rappresentazione, pur mantenendo l’ambientazione originale, vede l’azione spostata a Napoli ed il testo adattato alla lingua napoletana.  Dal titolo è chiaro che nella trasposizione è stata mantenuta l’ambientazione originale dell’epoca romana, ma l’azione è stata spostata a Napoli, traducendo e adattando il testo alla lingua partenopea. Lo scopo era quello di creare un testo capace di sprigionare l’ilarità e il divertimento in maniera fragorosa e spensierata. “Siamo certi di esserci riusciti, forse anche al di là delle nostre aspettative, è nata una commedia scoppiettante, ilare, coinvolgente, ma visto che Plauto con l’arma dell’ironia e del divertimento rimaneva comunque un grande fustigatore di costumi, la morale arriva comunque”, si legge in una nota di Arcoscenico Teatro. 

Pina Ferro