Un piano per la rinascita del "borgo fantasma" di Roscigno Vecchia

L'iniziativa della Soprintendenza in uno dei luoghi più suggestivi della provincia

un piano per la rinascita del borgo fantasma di roscigno vecchia
Roscigno.  

U incontro operativo per definire le linee guida della futura pianificazione strategica del sito, con l'obiettivo di promuoverne il rilancio culturale, sociale e territoriale. L'evento ha visto la partecipazione di istituzioni, università e attori del tessuto sociale locale, segnando l'avvio di un percorso condiviso ispirato ai principi della Convenzione di Faro e al Piano Olivetti per la Cultura. L'obiettivo è lavorare alla valorizzazione e promozione del borgo fantasma di Roscigno Vecchia.

La riunione si è svolta all'aperto, all'ombra di un antico platano, e ha messo a fuoco una visione precisa: la rigenerazione del borgo deve fondarsi sul legame con la memoria storica, valorizzando non soltanto ciò che è ancora visibile ma anche ciò che il tempo ha cancellato.

Museo diffuso e laboratorio permanente

Tra i temi centrali del confronto, il consolidamento di Roscigno Vecchia come museo diffuso a cielo aperto e laboratorio permanente di sperimentazione. Il progetto punta a ridefinire il borgo come modello di sostenibilità, facendo leva sulle sue peculiarità culturali e ambientali. In questa prospettiva si inseriscono il potenziamento dei tracciati escursionistici e la creazione di circuiti di visita per un turismo lento e consapevole.

L'ambizione è quella di offrire un'alternativa concreta ai ritmi della vita urbana, trasformando il sito in uno spazio di rigenerazione personale e di contaminazione creativa, nonché in un nuovo paradigma di ospitalità e produttività.

Comunità locale e contrasto allo spopolamento

Al centro del progetto c'è il coinvolgimento della comunità locale, chiamata a riappropriarsi della propria identità e a diventare custode attiva del territorio. L'economia della cultura e dell'accoglienza è individuata come leva concreta per contrastare il fenomeno dello spopolamento che interessa l'area.

Gli scavi di Monte Pruno come volano di attrattività

Ruolo di primo piano è stato riconosciuto al patrimonio archeologico dell'area di Monte Pruno, dove la ripresa degli scavi condotti dall'Università Federico II di Napoli rappresenta un elemento di forte attrattività per il territorio.

I partecipanti all'incontro

All'incontro hanno preso parte la Soprintendente ABAP di Salerno e Avellino, Anna Onesti, con le funzionarie Maria Tommasa Granese e Mariagrazia Barone; i consiglieri comunali di Roscigno Francesco Palmieri e Viola Cuomo; il Presidente della Pro Loco Roscigno Vecchia, Franco Palmieri; il Direttore e il Presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Romano Gregorio e Giuseppe Coccorullo; il Presidente della Provincia e Sindaco di Bellosguardo, Giuseppe Parente; il Presidente della Fondazione Monte Pruno, Michele Albanese; il Sindaco di Corleto Monforte, Filippo Ferraro; il parroco Don Michele De Luca; la prof.ssa Bianca Ferrara dell'Università Federico II, responsabile degli scavi di Monte Pruno; il prof. Roberto Gerundo dell'Università di Salerno, esperto in pianificazione urbanistica; il ricercatore brasiliano Rafael Almeida de Oliveira, autore del progetto "Roscigno Memor.I.A.", guida interattiva multimediale sviluppata in collaborazione con l'Università Federico II; e Raimondo Tedesco, presidente dell'associazione "Monte Pruno Ambiente & Vita".

"La forte intesa istituzionale registrata attorno al tavolo lascia intravedere per Roscigno Vecchia la concreta possibilità di diventare un modello di rigenerazione territoriale condivisa, dimostrando come la valorizzazione del patrimonio culturale possa tradursi in prospettive reali e sostenibili per il futuro", spiegano i promotori dell'iniziativa.