"Sono le uniche Grotte in Italia attraversate da un fiume che è il fiume Negro e si trovano nel territorio di Pertosa ed Auletta.
Si entra in una cavità naturale scolpita dalla natura che concilia la bellezza naturale anche con la storia, con il percorso storico dell'uomo perché qui le popolazioni dell'età preistorica hanno trovato rifugio e possibilità di sviluppo e di sopravvivenza. C'era l'acqua, la temperatura era sempre costante come ancora oggi e c’era riparo anche dalle avversità atmosferiche. Queste condizioni hanno permesso lo sviluppo dell'uomo. Della presenza dell’uomo abbiamo testimonianza con molteplici i ritrovamenti. Ci sono le ultime sensazionali scoperte, con in corso gli studi e sono scoperte che vanno indagate.
Nell’antegrotta , quando l’alveo del fiume viene svuotato , sono ancora visibili numerosi ritti di palafitte preistoriche. Inoltre, nel corso delle ultime campagne di scavo è stata portata alla luce una struttura di età ellenistica , probabilmente un’area cultuale, dalla quale sono stati portati alla luce numerosi reperti , tra cui monete risalenti a varie epoche storiche.
Al termine dei lavori di restauro e di studio i reperti saranno esposti nel museo speleo archeologico. Portate alla luce anche lucerne che hanno dei disegni finissimi, ma anche monete dalle quali si distinguerebbero bene i volti degli imperatori, l'epoca, le raffigurazioni, quindi ci danno un'idea precisa del periodo ”. Lo ha dichiarato Maria Rosaria Carfagna Presidente della Fondazione MidA.
Nei luoghi del fresco, entrando in ambienti ipogei con grande facilità e semplicità!
"Le Grotte di Pertosa-Auletta rappresentano un sito speleo-archeologico di straordinario interesse scientifico: sviluppate complessivamente per ben 3 km, si insinuano nella roccia calcarea lungo un corso d’acqua sotterraneo dalla copiosa portata idrica.
È proprio all’interno di queste acque, in ambiente completamente sommerso, che si conserva un giacimento archeologico di straordinario interesse scientifico: straordinario perché conserva le tracce di un impianto palafitticolo sotterraneo unico in Europa oltre che attestazioni di episodi di frequentazione umana avvenuti nell’arco di ben 8 millenni. L
e datazioni effettuate con il radiocarbonio hanno collocato l’impianto palafitticolo alla metà del II millennio a.C., attorno a 3.500 anni da oggi. Sebbene insediamenti palafitticoli siano noti ovunque nel Nord-Italia e nell’Europa settentrionale, la collocazione sotterranea di quello presente nelle Grotte di Pertosa-Auletta ne fa appunto un unicum. Scavi recenti effettuati agli inizi del 2025 - ha affermato Maria Rosaria Carfagna, Presidente della Fondazione MidA - condotti dalla Fondazione MIdA in regime di concessione ministeriale (Ministero della Cultura, Decreto del Direttore Generale rep. n. 2043 del 20 dicembre 2024), hanno d’altro canto evidenziato la presenza di un’area sacra di età ellenistica (IV-I secolo a.C.) collocata nell’ampia antegrotta. I reperti recuperati con gli scavi in tale area, da intendersi come offerte ad entità al momento sconosciute, sono mirabili: armi, ornamenti, utensili da lavoro, epigrafi, monete… Una folgore di età romana, rappresentante il simbolo del fulmine, è stata rinvenuta in un anfratto nelle pareti e rappresenta una scoperta di straordinaria valenza scientifica”.
Sono le uniche Grotte in Italia attraversate da un fiume sotterraneo sul quale sorge un Villaggio di palafitte risalente a 3500 anni fa. La grande storia, la grande archeologia è sulla Strada Regia delle Calabrie.
"Possiamo affermarlo senza avere il timore di essere smentiti. Infatti le Grotte di Pertosa – Auletta sono geosito lungo la Strada Regia delle Calabrie. Ben 2200 anni di storia, 260 chilometri - ha affermato Luca Esposito, architetto, autore del Progetto e Studio sulla Strada Regia delle Calabrie, referente della valorizzazione dei Borghi di Archeoclub D’Italia - 8 anni di studio, 45 città e piccoli borghi, 15 paesi sedi delle antiche stazioni di posta, riportate alla luce, 5 siti Unesco, 3 Regioni, 4 Province, 3 Parchi Nazionali ed ancora 40 tra taverne ottocentesche, stazioni postali di un tempo, grandi opere di ingegneria romana e borbonica come gli splendidi ponti, basiliche, chiese, siti religiosi, siti archeologici, musei di scienze naturali e geo – scienze, grotte come Pertosa-Auletta, ipogei.
Tutto questo è “La Strada Regia delle Calabrie” che la stampa sta vedendo per la prima volta nel suo insieme. " Il caldo potrebbe favorire il turismo del sottosuolo, staccandosi un poco dai luoghi balneari per visitare geositi con ipogei di grande bellezza e valore. Tutto sulla Strada Regia delle Calabrie tra Campania e Basilicata.
Ben 2200 anni di storia, 260 chilometri , 8 anni di studio, 45 città e piccoli borghi, 15 paesi sedi delle antiche stazioni di posta, riportate alla luce, 5 siti Unesco, 3 Regioni, 4 Province, 3 Parchi Nazionali ed ancora 40 tra taverne ottocentesche, stazioni postali di un tempo, grandi opere di ingegneria romana e borbonica come gli splendidi ponti, basiliche, chiese, siti religiosi, siti archeologici, musei di scienze naturali e geo – scienze, grotte come Pertosa-Auletta, ipogei.
Ma continuerei ricordando che la spettacolare cascata dei Capelli di Venere è a Casaletto Spartano dove è possibile fermarsi in una Taverna che duecento anni fa era un Fortino all’interno del quale si scrisse la storia dell’Italia. Oggi, tutti coloro i quali si recano alla Taverna Garibaldi, potranno vedere proprio la poltrona dove si è seduto Giuseppe Garibaldi”.
