Un ricordo che non sbiadisce, un’immagine che non si fa scalfire dal tempo. A venti anni da quella notte infernale, Cava de’ Tirreni si stringe ancora nel ricordo di Catello Mari. Il tempo scorre via veloce da quel 16 aprile 2006, da quella pazza gioia per la promozione che si trasformò in una notte di lacrime e dolore. La festa per l’accesso in serie C1, poi il ritorno in auto, il tragico incidente in quel maledetto appuntamento col destino che stoppò ogni gioia e la trasformò in tragedia. Da eroe a leggenda, con i rimpianti di un uomo ancor prima di un calciatore strappato alla vita troppo presto.
Gli erano bastati appena due anni a Catello Mari per entrare nel cuore del popolo della Cavese. Nato a Castellammare di Stabia il 5 luglio 1978, da difensore in maglia biancoblù fu protagonista nelle stagioni tra il 2004 e il 2006 con 60 presenze e 6 gol con gli aquilotti. Per la sua leadership in squadra era conosciuto come “Leone” o “Guerriero”. Nel cuore della piazza era entrato per il suo animo gentile e per il suo cuore d’oro. Quel dolore lancinante per la sua scomparsa spinse il popolo metelliano ad intitolargli la Curva Sud del Simonetta Lamberti. Oggi è il giorno del ricordo: l’appuntamento è alla parrocchia di Sant’Alfonso con inizio alle ore 19. Presente anche una delegazione della Cavese.
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