Una Salernitana non bella, ma cinica ha conquistato un pareggio prezioso sul campo del Latina che, ai punti, forse avrebbe meritato qualcosina in più. Dal punto di vista tattico- anche a causa delle indisponibilità e della condizione fisica di alcuni giocatori- Sannino ha optato nuovamente per il 3-5-2 chiedendo un sacrificio enorme a Rosina in fase di non possesso. Terracciano intoccabile tra i pali, terzetto difensivo composto da Schiavi, Perico e Bernardini, in mediana Ronaldo ha sostituito l’acciaccato Della Rocca affiancando Odjer e Rosina, con Vitale e Improta sugli esterni e il tandem Coda-Donnarumma in avanti. Vivarini- squalificato- ha risposto con il 4-4-2, chiedendo tuttavia a Scaglia di accentrarsi e di inserirsi in area con il classico “taglio”. Dopo un avvio sofferto e privo di mordente, la Salernitana ha saputo riorganizzarsi sfruttando in pieno le caratteristiche di Ronaldo, l’unico regista puro presente in rosa. Il brasiliano, seguendo alla lettera i dettami dell’allenatore, si abbassava sulla linea dei difensori “alla De Rossi” ogni qual volta si doveva avviare l’azione, denotando una grande capacità di allargare il gioco e di smarcare le punte nell’uno contro uno.
Pur applicando con puntualità la tattica del fuorigioco, il Latina ha sofferto questi cambi di gioco continui e, con il passare dei minuti, anche Vitale ed Improta hanno iniziato a spingere con maggiore frequenza pur sbagliando il passaggio finale. La manovra palla a terra è uno dei dogmi calcistici di Sannino e, su un’azione studiata in allenamento, per poco non arrivava il vantaggio: lancio di Rosina a scavalcare la retroguardia pontina, inserimento perfetto di Donnarumma e traversone arretrato per Coda, maldestro nel calciare addosso al portiere avversario. I ritmi sono calati vistosamente con il passare dei minuti, merito del Latina che ha arretrato la posizione di Acosty e Scaglia passando al 4-5-1, un modo per contenere le giocate degli esterni granata e per sfruttare qualche disattenzione dei tre centrali, spesso troppo alti e sorpresi con puntuali tagli alle spalle. Il solo Bernardini ha giganteggiato per alcuni minuti, bravo ed esperto Corvia a spaziare su tutto il fronte offensivo portandolo fuori posizione. Il finale di primo tempo non ha regalato emozioni, l’unica annotazione l’ingresso di Tuia per l’infortunato Perico.
Nella ripresa l’approccio è stato pessimo e l’ingresso di Della Rocca al posto di Odjer non ha sortito gli effetti sperati. Il Latina, anzi, è passato in vantaggio sugli sviluppi di un’azione molto simile, nella dinamica, a quella tra Donnarumma e Coda nel primo tempo. Scaglia ha beffato Vitale e Terracciano gonfiando la rete per l’1-0. Per 15 minuti la Salernitana non è esistita e ha sofferto tantissimo le scorribande dell’avversario, bravo a sfruttare la giornata no di Tuia e la lentezza degli ospiti. Il 2-0 sembrava cosa fatta al 67’, ma Terracciano ha detto di no a Brosco volando all’incrocio dei pali. Il cambio Donnarumma-Joao Silva non ha convinto, ma la Salernitana è passata ad una sorta di 4-2-4, con Tuia e Vitale terzini, Della Rocca e Ronaldo a protezione della difesa, Improta e Rosina larghi e i due centravanti fisicamente forti in mezzo all’area di rigore.
Una magia di Rosina- strepitoso nel supporto alla fase di non possesso- ha smarcato Coda, stavolta bravo a trafiggere Pinsoglio. Per 10 minuti i ritmi sono diventati elevatissimi e i granata, spinti dal pubblico, potevano addirittura raddoppiare, ma i numerosi cross di Improta non hanno trovato adeguata assistenza. Stranamente Vitale è apparso fuori fase e spesso l’intesa con i compagni di squadra ha lasciato a desiderare: non sono mancati i battibecchi con Della Rocca e Rosina, che gli chiedevano di mantenere la posizione favorendo gli inserimenti degli esterni offensivi. Sul finale, dopo un miracolo difensivo di Ronaldo, la Salernitana ha sofferto anche a causa di un calo atletico: il Latina, che ha avuto il demerito di abbassarsi troppo, ha sfiorato il vantaggio con due tiri dalla distanza a lato di pochissimo. Un 1-1 importante, ma con tanti interrogativi tattici e gestionali: quando ci sarà la svolta?
Gaetano Ferraiuolo
