Salernitana, più ombre che luci 1-1 a Latina

La formazione di Sannino impatta al “Francioni” grazie ad una rete di Coda, ma quanta sofferenza nel finale

Salerno.  

Non è stata certo la miglior prestazione stagionale, ma la Salernitana è riuscita a conquistare un punto importante sul difficile campo del Latina.  A cospetto di un avversario agguerrito e ben organizzato, la formazione di Sannino ha rimontato l’iniziale svantaggio targato Scaglia grazie ad una prodezza di Massimo Coda, servito da Alessandro Rosina con un cross perfetto dalla sinistra. L’attaccante cavese è riuscito dunque a farsi perdonare il clamoroso errore sotto rete commesso nel primo tempo, quando ha ciabattato a tu per tu con Pinsoglio vanificando la splendida azione personale di Alfredo Donnarumma. Nel finale, però, i pontini hanno sfiorato il vantaggio in due occasioni, ma il pallone ha dato soltanto l’illusione ottica del gol ai 2500 del “Francioni”.

Ma riavvolgiamo il nastro e analizziamo la sfida di questo pomeriggio. Salernitana in campo con il 3-5-2 e con diverse novità quasi obbligate: dinanzi a Terracciano spazio per Perico, Bernardini e Schiavi, con Improta e Vitale sulle corsie laterali e Odjer, Ronaldo e Rosina a sostegno del tandem Coda-Donnarumma. Per il Latina, invece, consueto 4-4-2, con Scaglia che spesso ha vestito i panni di trequartista inserendosi benissimo in area senza palla. L’avvio di partita è tutto di marca nerazzurra e ci vuole un super Terracciano per evitare il peggio: ripartenza fulminante di Scaglia, Bernardini lasciato sul posto e tiro sul palo del portiere deviato con prontezza in corner. Situazione analoga 5 minuti dopo, ma sull’out opposto: il tentativo è di Corvia, Terracciano smanaccia in calcio d’angolo con un intervento stilisticamente discutibile, ma decisivo. Con il passare dei minuti, però, la Salernitana prende in mano il pallino del gioco e guadagna metri, soprattutto quando Rosina si fa vedere tra le linee dettando i tempi del passaggio e coinvolgendo gli esterni, sin lì troppo schiacciati.

Su una sponda del fantasista calabrese arriva l’inserimento perfetto di Donnarumma, abile a saltare due avversari e a pescare Coda solo in area di rigore, peccato che l’ex Parma torni ad essere l’attaccante impreciso delle primissime giornate calciando incredibilmente addosso al portiere. 30 secondi dopo ci pensa Pinsoglio a respingere un tentativo dalla distanza di Odjer, pericoloso anche al 25’: botta dai venti metri, sfera abbondantemente a lato, ma applausi meritati. Sul finire del primo tempo problemi fisici per Perico, al suo posto Alessandro Tuia, decisamente in giornata no. Prima del duplice fischio ecco un episodio che potrebbe cambiare la partita: Acosty salta il velocità Bernardini e viene atterrato da Tuia in area, l’arbitro lascia proseguire sostenendo che il difensore granata tocchi prima il pallone. Nella ripresa l’approccio della Salernitana è da censura e il Latina ne approfitta. Ci pensa Scaglia, grazie ad un errore di Vitale, a trafiggere Terracciano da pochi passi per l’1-0.

Spinta dal pubblico, la formazione di Vivarini spinge a caccia del raddoppio e per poco non lo trova sugli sviluppi di un corner: Brosco anticipa tutti, il pipelet granata stavolta compie il miracolo e vola all’incrocio dei pali. Proprio quando la Salernitana sembrava in balia dell’avversario e piuttosto nervosa (non sono mancati i battibecchi tra Rosina e Vitale, anche Donnarumma non ha digerito la sostituzione con Joao Silva), ecco il pareggio: magia di Rosina e tiro perfetto di Coda sotto lo sguardo dei 500 salernitani presenti nel settore ospiti. Sulle ali dell’entusiasmo i granata hanno addirittura provato a vincerla e Improta è diventato un motorino inesauribile sulla destra, peccato che in due occasioni gli attaccanti siano arrivati leggermente in ritardo sulla palla vanificando le sue splendide ripartenze. Finale vietato ai deboli di cuore e tutto a favore del Latina, vicinissimo al raddoppio al 91’ (tiro fuori di pochissimo di Scaglia) e al 94’, quando D’Urso, prodotto del vivaio della Roma, ha mirato all’incrocio dei pali sbagliando di pochissimo. Dopo il triplice fischio applausi per tutti, ma la classifica e il calendario impongono una serie di riflessioni.

Gaetano Ferraiuolo