Prosegue il nostro viaggio tra la tifoseria granata, obiettivo è quello di formare l'undici più forte di tutti i tempi della nostra amata Salernitana a pochi anni dal centenario. Oltre 350 persone hanno votato il miglior portiere in assoluto: ha vinto per distacco l'indimenticato Antonio Chimenti, capace di sbaragliare l'agguerrita concorrenza e di battere gente del calibro di Valsecchi, Battara, Marconcini e Balli, tutti molto apprezzati dal popolo salernitano. Oggi bisognerà scegliere i due difensori centrali tra le opzioni che seguono, ricordando che le nostre preferenze tengono conto soltanto del rendimento avuto con la maglia granata e non dei risultati ottenuti in carriera. Zenga, ad esempio, è stato tra i portieri più forti in assoluto, ma a Salerno non ha quasi mai fatto la differenza e abbiamo preferito non includerlo nell'elenco.
Stesso discorso, in questo caso, per Rigobert Song, potenzialmente fortissimo (ricordiamo ancora con dispiacere gli striscioni ironici dei tifosi inglesi dopo la cessione), ma in campo con la maglia granata in pochissime occasioni. Contrariamente alle altre volte, però, potrete indicare anche nomi che non sono inclusi nell'elenco, un modo per far sbizzarrire soprattutto i tifosi con i capelli bianchi che vantano una memoria storica invidiabile. Ecco le nostre proposte:
1)Silvano Scarnicci. A Salerno dal 1961 al 1966, il forte difensore centrale è stato praticamente un titolare inamovibile a prescindere dall'allenatore che sedeva sulla panchina granata. Bravo nel gioco aereo e nell'anticipo, i compagni lo hanno sempre descritto come una sorta di leader silenzioso all'interno dello spogliatoio
2)Mauro Matteucci. Anche lui è stato protagonista negli anni Sessanta, quando l'Italia calcistica sfornava difensori centrali di grande livello. Alto quasi 190 centimetri, giganteggiava ovviamente nel gioco aereo
3)Angelo Del Favero. Ricordato come uno dei difensori goleador della storia granata. 132 presenze e 16 reti rappresentano un bottino di tutto rispetto per un calciatore sempre titolare, capace di conquistare la fascia di capitano e di farsi amare dalla tifoseria campana. E' morto il 28 settembre 2001 a causa di problemi cardiaci che causarono anche danni al cervello
4)Carmine Gentile. A Salerno soltanto in un campionato (75-76), viene ricordato come un centrale fortissimo, rapido, fisicamente imponente e talvolta elegante nelle uscite palla al piede pur essendo un calciatore che badava essenzialmente alla concretezza
5)Giuseppe Zandonà. Due campionati con la maglia della Salernitana, a cavallo tra il 1978 e il 1981, con un totale di 64 presenze quasi tutte nettamente al di sopra della sufficienza
6)Maurizio Di Fruscia. Il "picchia-Di Fruscia" è diventato un tormentone tramandatosi di padre in figlio, anche i più giovani conoscono le caratteristiche di un difensore mai in gol durante la carriera, ma che era un autentico incubo per le caviglie degli avversari
7)Carmine Della Pietra. Il centrale nativo di Nola ha giocato 93 partite condite da sette reti, contribuendo alla promozione in serie B della Salernitana di Di Bartolomei.
8)Giampaolo Ceramicola. Elemento di assoluta affidabilità, viene ricordato ancora oggi con affetto per quel gol siglato nel derby con l'Avellino che permise alla Salernitana di conquistare un punto prezioso in trasferta e in una gara particolarmente sentita
9)Ciro Ferrara. A Salerno dal 1986 al 1993 e nell'annata della promozione in serie A, quando segnò anche un bel gol di testa contro la Lucchese evitando la prima sconfitta interna. Professionista esemplare, difensore arcigno e difficile da superare, era tornato in veste di vice-Somma prima dell'esonero e dell'inaspettato addio
10)Mark Iuliano. Se è arrivato ad altissimi livelli lo deve soprattutto ad una società che lo scoprì e lo gettò nella mischia permettendogli di mettersi in vetrina. Negli anni 90 ha spadroneggiato meritandosi la chiamata della Juventus, da avversario perse per 1-0 all'Arechi beccandosi anche un cartellino rosso
11)Salvatore Fresi. Classe, eleganza, piedi buoni, gol pesanti, stile perfetto e personalità da vendere sin dalla giovanissima età. Ha vissuto tre epoche diverse: la magica promozione in serie B e il successivo campionato culminato col quinto posto, il torneo di A (fu l'ultimo a segnare, in quella maledetta partita di Piacenza), e quel 2005 che lo vide protagonista della salvezza con Aliberti (in veste di mediano) e dell'alterco con Costantini, mister della neonata Salernitana Calcio
12)Luca Fusco. Il record di presenze è suo, strappato a Breda proprio quando la Salernitana affrontava la Reggina in un Arechi vuoto e che dedicò un coro al capitano storico e non a quello del momento. Nonostante quel pomeriggio agrodolce, però, Fusco ha scritto pagine indelebili della storia granata contribuendo a due promozioni (1998 e 2008), ben figurando in A nonostante la giovane età e rinunciando a proposte economicamente più vantaggiose pur di vestire la maglia della squadra del cuore
13)Samuele Olivi. Nell'ultimo quindicennio, non tutti sono riusciti a farsi apprezzare e la Salernitana ha spesso peccato in difesa. Lui è tra i pochi a meritare un riconoscimento per la sua serietà, per il grande attaccamento alla maglia e per qualità indiscutibili. Indimenticabile il duello- stravinto- con Luca Toni nel 2-0 di Palermo, non fosse stato per Zeman e per scelte incomprensibili forse avrebbe giocato in serie A.
Gaetano Ferraiuolo
