Bari-Salernitana non sarà mai una partita come tutte quante le altre. Le due tifoserie, tra le più calorose d'Italia, sono infatti unite da uno storico gemellaggio che rende onore al Sud Italia e che spesso è sfociato in coreografie straordinarie che hanno lasciato a bocca aperta l'intera Italia pallonara. Sia il San Nicola, sia l'Arechi sono stati caldissimi e ribollenti di tifo e di passione, laddove il fattore "dodicesimo uomo" incide per davvero e non è soltanto una frase di circostanza. Negli anni, a prescindere da obiettivi e classifiche, Bari e Salerno si sono onorate a vicenda, garantendo la presenza sui gradoni nei momenti più delicati della stagione e scendendo in campo ogni qual volta si doveva sposare una battaglia sociale. E' il bello dello sport, è il bello di un calcio che, per andare avanti, ha bisogno di due tifoserie così visceralmente legate e che, di anno in anno, rinnovano la loro storica amicizia lanciando un messaggio inequivocabile a chi continua erroneamente ad associare la parola "ultras" alla violenza.
L'anno scorso, in verità, qualche polemica c'è stata: il Bari vinse 4-3 (ed è sacrosanto che le squadre giochino per vincere a prescindere dal clima sugli spalti), ma ci furono attimi di tensione nei settori distinti e tribuna, quando tantissimi supporters granata non gradirono l'esultanza eccessiva della tifoseria ospite, accolta benissimo e in tripudio pur consapevole che quel risultato poteva costare ai "fratelli" la retrocessione in Lega Pro. "Il gemellaggio va oltre il risultato, Bari e Salerno fratelli in eterno! Il resto sono stupidaggini social che non appartengono al mondo ultras" chiarirono i capi del tifo granata all'indomani di una nottata scandita da polemiche e battibecchi a distanza.
Sul piano arbitrale, invece, di cose ne sono successe tante e qualche torto ha decisamente danneggiato i granata. Nella stagione 1998-99, ad esempio, il Bari di Fascetti pareggiò a Salerno grazie ad un gol in fuorigioco di Knudsen, mentre a Di Michele fu annullata nel match di ritorno una rete assolutamente regolare che avrebbe consegnato la salvezza ai ragazzi di Oddo. Sempre in quella maledetta stagione, scoppiò il cosiddetto "scandalo Tuta": tutti ricorderete i fatti di Venezia-Bari e i giornali dell'epoca parlavano addirittura di possibile retrocessione per entrambe, vicenda poi finita con la classica bolla di sapone. Nel 2005, invece, un rigore inesistente fischiato da De Marco al Bari permise a Carrus di segnare il gol del 2-2 e di ridurre al lumicino le speranze di salvezza diretta della Salernitana: nella circostanza furiosi i tifosi assiepati nei distinti ed in tribuna e solo il gemellaggio ed il clima di festa evitarono contestazioni più aspre nei confronti dell'arbitro. Un anno fa, invece, accadde praticamente di tutto. A Bari irregolare era il primo gol dei padroni di casa (nato da un fallo laterale invertito dal guardalinee), ma soprattutto non fu concesso un rigore solare per fallo su Milinkovic, addirittura ammonito e multato per simulazione! All'Arechi, invece, Sansone segnò la rete del vantaggio in evidente posizione di fuorigioco, altro episodio che incise molto sulla posizione in classifica. La speranza, dunque, è che la terna arbitrale sia all'altezza dei 20mila che assieperanno i gradoni e che, magari, la Salernitana possa prendersi una bella rivincita sportiva.
Gaetano Ferraiuolo
