Intervenuto durante la trasmissione "Orgoglio Barese", l'avvocato Andrea Criscuolo, noto tifoso della Salernitana e addetto stampa del Salerno Club 2010, ha parlato della sfida di sabato, ma soprattutto del gemellaggio tra le due tifoserie lanciando un messaggio ai tifosi che, sul web, hanno beccato la torcida biancorossa: "La Salernitana è parte integrante della mia vita, Salerno ha un senso di appartenenza alla maglia e alla squadra di calcio che è qualcosa di unico, non a caso siamo gemellati con la tifoseria barese che, notoriamente, è altrettanto calorosa e passionale. Sulla mia pelle ho tatuato il cavalluccio marino, segno del mio grandissimo amore verso la Salernitana. La trasferta di sabato? Bari è come casa nostra, l'accoglienza è stata splendida e il gemellaggio è sempre più forte. Non sono ultras di mentalità, ma vivo questo rapporto con i baresi in modo viscerale. Seguo in casa e fuori la Salernitana con gli amici del Salerno Club 2010, guidato dal leader storico della tifoseria Salvatore Orilia, persona molto conosciuta a Salerno. Tutti insieme abbiamo vissuto una giornata meravigliosa, abbinando la passione sportiva a quella culinaria. Insieme agli amici baresi abbiamo visto la partita direttamente dalla curva Nord, un'esperienza nuova, diversa ed entusiasmante. Sono i nostri fratelli, nulla potrà scalfire quest'amicizia".
Inevitabile parlare del cosiddetto "caso Zito": "Quando il Bari ha segnato, ho notato che i tifosi hanno esultato in modo molto moderato: questo gemellaggio è straordinario, uno spot per il calcio. Al di là del risultato, questa fratellanza mi inorgoglisce: sono triste per la sconfitta, ma la festa di sport va ben oltre classifica e punteggi. Su ciò che è accaduto bisogna ragionare a mente fredda senza farsi prendere dall'enfasi sfogandosi su facebook. E' chiaro che può dare fastidio il fischio ad un calciatore della Salernitana, ma in questo caso c'è una motivazione e bisogna comprenderlo. Non c'era un riferimento alla maglia granata, ma ad un atleta che ha sbagliato nei confronti dei baresi quando indossava la maglia dell'Avellino. L'amicizia non sarà mai scalfita, è stato un episodio che può dare fastidio, ma nasce e finisce lì. Se sulla panchina del Bari ci fosse stato Mandorlini, anche noi lo avremmo fischiato e contestato dall'inizio alla fine".
Gaetano Ferraiuolo
