Ganci: "Il cambio tecnico fornisce motivazioni alla squadra"

Il doppio ex: "Paga l'allenatore, non si può cambiare tutta la squadra"

Salerno.  

Massimo Ganci è doppio ex di Frosinone e Salernitana. Abbiamo intervisto telefonicamente l’attaccante, attualmente in forza a L’Aquila, in vista della partita di sabato al Matusa.

Raccontaci il passaggio dal Pescara al Frosinone

“Ero stato artefice di una grande cavalcata con la maglia degli abruzzesi, centrando la promozione in B e disputando il successivo torneo nella serie cadetta. Il Frosinone decise di puntare al salto di categoria e volle avvalersi delle mie prestazioni sportive. Accettai il trasferimento senza particolari remore e disputai due tornei con la maglia dei ciociari”.

Come ti parve giocare a Frosinone?

“La squadra non riuscì a centrare gli obiettivi auspicati, ma col senno di poi mi viene da dire che in quei due anni preparammo il terreno per quello che è stato fatto successivamente. Ricordo che Stellone, quando subentrò in panchina, ci diede una buona identità di gioco, rivelandosi già allora un tecnico preparato, a dispetto della giovane età”.

A quale gol della tua esperienza coi laziali sei rimasto particolarmente affezionato?

“Il primo anno misi a segno solo due gol ed affrontai l’annata successiva con l’auspicio di riscattarmi. Alla prima giornata del campionato 2012-13, vincemmo di misura contro la Carrarese grazie ad un mio gol di testa al minuto 94. Mi fece piacere mettere a tacere le critiche che accompagnarono il campionato precedente, facendo esplodere il Matusa”.

Le è capitato di coltivare qualche rimpianto pensando a dove il Frosinone è arrivato dopo la sua squalifica per presunti illeciti legati al calcio scommesse?

“Mi dispiacque enormemente non rinnovare il contratto per effetto delle vicende extra calcistiche che mi coinvolsero e dalle quale sono uscito prosciolto a livello penale. Se fossi rimasto a Frosinone, forse sarei stato fra gli artefici della cavalcata dalla C alla A”.

Come valuta il campionato finora disputato dalla Salernitana e che idea si è fatto dell’avvicendamento tecnico sulla panchina granata?

“Non conosco personalmente Sannino, ma è indubbio che l’opinione pubblica e gli addetti ai lavori mai avrebbero pronosticato una posizione di classifica così deficitaria per la Salernitana. In questi casi, il primo a pagare è l’allenatore. Non si può mica cambiare tutta la squadra. Il cambio di trainer solitamente fornisce motivazioni ulteriori ai giocatori: personalmente ritengo che la Salernitana abbia tutte le carte in regola per risalire la china”.

Corrado Barbarisi