Ginestra: "A Salerno ho vissuto quattro anni fantastici"

Il doppio ex: "E' stato un onore incommensurabile giocare all'Archi"

Salerno.  

Ciro Ginestra è doppio ex di Frosinone e Salernitana. La redazione di Granatissimi.Ottopagine ha intervistato l’ex attaccante, il quale si è soffermato anche sulle recenti dimissioni da allenatore della Sangiovannese.

Come nacque la trattativa che la portò a giocare coi ciociari?

“Ero rimasto svincolato. Dopo una chiacchierata col presidente Stirpe, il ds e l’allora tecnico Ivo Iaconi, accettai di buon grado la destinazione, soprattutto in virtù del fatto che sapevo sarebbe stata allestita una compagine di primo ordine, destinata al salto di categoria. Questo accadde, nonostante un girone di ferro nel quale il Napoli fece la parte del leone. Vincemmo i playoff, estromettendo dalla lotta per non retrocedere squadre attrezzate come il Grosseto di Allegri o la Sangiovannese”.

Giocava in tandem con Mastronunzio: come fu la vostra coabitazione in avanti?

“Fu un piacere condividere il peso dell’attacco con Salvatore. Quando due giocatori si mettono reciprocamente uno a disposizione dell’altro, le cose diventano molto più facili. Insieme a noi c’erano altre due punte di grande livello come Di Nardo e Martini: mister Iaconi non poteva lamentarsi dell’assortimento nel reparto offensivo”.

Che ricordo ha di mister Iaconi?

“Persona per bene, schietta, un uomo vero. Ci guidò magistralmente alla promozione e fece grandi cose anche l’anno successivo, nella B più bella di sempre (nella stagione 2006-07 furono promosse dalla B alla A Juve, Napoli e Genoa, ndr).

Come mai andò via da Frosinone?

“Ci furono dei problemi nel rinnovo contrattuale. Poi, alla luce di diversi ingaggi nel reparto offensivo (Castillo, Margiotta e Lodi), decisi di andare al Perugia, speranzoso di trovare più spazio. Col senno di poi, dico che avrei potuto tranquillamente giocarmi le mie carte anche in cadetteria”.

Qual è il suo rimpianto concernente l’esperienza di Salerno?

“A Salerno ho vissuto quattro anni fantastici a livello umano. Avrei dovuto giocare nella Salernitana a 25 anni! Peccato aver militato da voi troppo in là  con l’età.  E’ stato ugualmente un onore incommensurabile giocare all’Arechi”. 

Cosa ci dice della sua avventura da allenatore?

“Proprio l’altro giorno ho dato le dimissioni: in serie D non sei tutelato in niente! Abbiamo fatto 17 punti sul campo, ma una volta non c’era neppure un segretario per tesserare i giocatori  ed abbiamo perso a tavolino. Si è trattata di una ottima esperienza e mi ha fatto bene allenare i grandi. Non c’era il minimo sindacale di organizzazione. Siccome sono un uomo vero e poiché la situazione non era limpida, ho preferito andare via”.

Corrado Barbarisi