La verità di Sannino: "Ferito come uomo, ma Salerno è il top"

L'allenatore conferma: "Mai detto quelle frasi, un onore sedere su quella panchina"

Salerno.  

Siamo stati i primi, la settimana scorsa, a fare chiarezza sul cosiddetto "caso Sannino", in nome di una deontologia professionale che impone di ascoltare le due campane prima di proporre ai lettori la nostra versione dei fatti. Sui social qualcuno (in modo anche offensivo, ma fa parte del gioco) ha puntato il dito contro chi, in maniera seria e corretta, ha provato a riportare la verità tutelando un professionista ingiustamente "massacrato" dal popolo del web, ma soprattutto una tifoseria che non va presa in giro con titoli ad effetto e presunte dichiarazioni puntualmente smentite dai diretti interessati. "Il mister non ha mai detto quelle parole, ha un profondo rispetto per la piazza di Salerno" hanno ribadito nei giorni scorsi società, dirigenti e addetti ai lavori, alquanto meravigliati per la presa di posizione del pubblico rispetto ad una frase probabilmente mai pronunciata. Voci vicine alla proprietà parlano di un Mezzaroma particolarmente amareggiato, complice "un calcio parlato e non giocato che mi piace sempre di meno, che mi fa disamorare. Bisognerebbe alterarsi per cose più importanti dello sport", una visione quasi utopistica che cozza con gli atteggiamenti di chi vede nei social una valvola di sfogo incontrollabile.

La redazione di Granatissimi.Ottopagine, questa mattina, ha contattato direttamente il tecnico Giuseppe Sannino, ancora molto ferito per le offese ricevute e per un atteggiamento negativo nei suoi confronti probabilmente ingiustificabile: "Forse a qualcuno piace un mister che parli con tutti, che dia informazioni: io invece sono una persona corretta, che pensa solamente al bene della squadra che allena e della tifoseria che rappresenta. Vi pare che avrei accettato la proposta di un club che non stimavo? Ma vi rendete conto quanto sia stato fortunato a sedermi su una panchina così prestigiosa, in uno stadio che vanta ancora il record di presenze? Sarei pazzo a criticare la storia della società che alleno, sminuirei anzitutto me stesso". 

In questi giorni sono stati tanti gli attestati di stima ricevuti dal mister, parole d'elogio da parte di tifosi incontrati per caso per strada e che hanno preso le distanze dalle pesantissime offese social che hanno "costretto" il mister a fare un passo indietro: "E' stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Non ho mai detto quelle cose, evidentemente qualche pseudo-giornalista ha voluto creare qualche difficoltà. La mia frase è stata "ma che calcio hanno visto?", riferita ai fischi del pubblico dopo il pareggio contro la Pro Vercelli. Ero contrario a quella sorta di contestazione, fino all'80' tutti i tifosi presenti in tribuna erano soddisfatti per la prestazione della Salernitana. Sono stato spesso circondato da un clima di negatività, ma credetemi: stavamo ponendo le basi per fare qualcosa di importante in una città splendida, con un grande pubblico: quella curva è trascinante, è un'arma in più, non l'avrei mai criticata e chi mi conosce sa cosa penso della storia della Salernitana". 

Tanto rumore per nulla, dunque. E' sicuramente legittimo da parte di tifosi e addetti ai lavori criticare un allenatore se i risultati non arrivano, se si sbagliano alcune partite e se la classifica non è soddisfacente, ma chi ha offeso sul personale Sannino senza conoscere i fatti avrà la forza di chiedere scusa e fare un passo indietro? Sannino lo ha fatto, dimettendosi da uomo: chi, nel calcio di oggi, rinuncia allo stipendio e alla "poltrona"? Questa vicenda sia utile a tutti per fare un salto di maturità...

Articolo a cura di Gaetano Ferraiuolo e Maurizio Grillo