Chi sono stati i terzini più forti della storia granata?

Formazione ideale dal 1919 ad oggi: al momento in campo Chimenti, Fusco e Fresi

Salerno.  

Dopo il grande successo registrato nelle scorse settimane, prosegue il nostro sondaggio relativo ai calciatori più forti che hanno indossato la maglia della Salernitana dal 1919. L'ipotetica formazione di tutti i tempi scenderà in campo con il 4-3-1-2 e, al momento, avete già scelto il portiere e la coppia di difensori centrali: plebiscito per Antonio Chimenti e Salvatore Fresi, titolare anche Luca Fusco che ha scalzato una concorrenza assai agguerrita. Oggi tocca ai terzini: potrete votare sia nello spazio riservato ai commenti, sia sui social network entro e non oltre le 15 di domani, quando proclameremo i vincitori. In futuro, lo ricordiamo, dovrete eleggere anche miglior presidente, allenatore e direttore sportivo. Ecco i nostri nominativi: rispetto al passato, potrete votare anche per giocatori non inseriti in quest'elenco:

1) Mauro Tuccini: uno dei pochissimi calciatori della Salernitana anni 50 che riuscì ad arrivare in serie A. A Salerno dal 1951 al 1955, vestì la maglia granata in 67 occasioni realizzando anche un gol. Classico terzino di spinta capace di macinare chilometri sulla fascia di competenza, una garanzia per ogni allenatore

2) Matteo Santucci: a Salerno dal 1967 al 1974, è sceso in campo 166 volte realizzando sette gol. I tifosi con i capelli bianchi lo ricordano come un difensore di grandissimo dinamismo, rapido, bravo nell'uno contro uno, preciso nei cross e capace di sacrificarsi moltissimo in fase di non possesso nei momenti di maggiore difficoltà. Ha scritto pagine indelebili della storia granata

3) Gino Pigozzi: stesso discorso fatto per Santucci. Forse più concreto che bello a vedersi, ha disputato sei campionati con la maglia della Salernitana realizzando gli unici due gol della sua carriera. Sin da giovanissimo ostentava una sicurezza ed una personalità che lo resero leader all'interno dello spogliatoio già dopo i primissimi allenamenti

4) Franco Rosati: uno dei protagonisti della promozione anni Sessanta, è sceso in campo in 182 occasioni segnando la bellezza di sedici reti, ottimo bottino per uno che di ruolo faceva il difensore. Inizialmente terzino di contenimento, con il passare dei campionati affinò la tecnica individuale e sfornava cross a ripetizioni per le punte. Senza dubbio uno dei più forti della storia

5) Andrea Mattolini: terzino ordinato, intelligente tatticamente, bravo a capire quando spingere e quando restare nella propria metà campo per contenere le sortite offensive dell'avversario di turno. 90 presenze in totale tra il 1980 e il 1983, il suo esordio coincise con un'invasione di campo ai tempi del "Vestuti" dettata, manco a dirlo, da una serie di errori arbitrali che fecero infuriare il pubblico e che comportarono la squalifica del campo

6) Vincenzo Leccese: oltre 200 presenze, terzino anni Ottanta un po' diverso, per caratteristiche, rispetto agli altri. Si è sempre definito un terzino ringhioso, dedito alla fase di copertura, alla marcatura asfissiante sull'esterno avversario più pericoloso. L'unica rete della sua splendida avventura in granata in coppa Italia, contro la Civitanovese, "un miracolo" come lui simpaticamente affermò negli anni successivi. Spesso lo spogliatoio lo elesse leader indiscusso, anche il pubblico salernitano ne ha sempre apprezzato serietà e professionalità

7) Claudio Grimaudo: l'appellativo di "cavallo pazzo" è sufficiente per far capire quanto la sua personalità e la sua simpatia furono devastanti per il popolo granata che, ancora oggi, si emoziona ripensando alle sue scorribande sulla fascia, ai gol segnati sotto la curva (pochi, ma spettacolari) e a quell'esultanza sfrenata quando la Salernitana rifilò tre gol alla Juve Stabia tornando meritatamente in serie B. Lo score parla di 167 presenze e sette reti, chiuse la carriera a Salerno nel 2000

8) Mauro Facci: dal 1992 al 1997 a Salerno, per un totale di 132 presenze e tre gol. Indimenticabile la prodezza sotto la Sud contro il Verona, quando bucò letteralmente la rete con un tiro di rara potenza e precisione. Ordinato, tatticamente intelligente e bravissimo nell'uno contro uno: una roccia

9) Vittorio Tosto: ha militato in tante squadre storicamente rivali, ma quanto fatto a Salerno gli ha permesso di conquistare applausi anche quando è venuto da avversario all'Arechi con le maglie di Napoli, Piacenza e Genoa. A sinistra, quando era in giornata, era devastante, ancora oggi ricordiamo quel meraviglioso lancio di sessanta metri che permise a Di Vaio di segnare un eurogol contro il Pescara nella stagione 1997-98. Anche in A il suo rendimento fu eccezionale, forse l'ultimo grande terzino visto a Salerno

10) Alessandro Del Grosso: motivatore, combattente, leader, professionista esemplare. Si sprecano gli aggettivi per un ragazzo estremamente serio e che, allenamento dopo allenamento, seppe ritagliarsi uno spazio importante contribuendo alla promozione in A della Salernitana. A Milano la rete più bella della sua carriera, un tiro da 35 metri che fece impazzire i 2000 salernitani presenti a San Siro. Meno felice la parentesi del 2001-02, quando non legò con alcuni compagni e con il tecnico Zeman.

Gaetano Ferraiuolo