Dino Fava ha contribuito all’unico successo della Salernitana nella propria storia a Frosinone. Pertanto, abbiamo deciso di intervistare telefonicamente l’ex attaccante granata, attualmente in forza al Portici, per ricordare anche i tratti salienti della sua esperienza a Salerno, passando anche per il gol segnato in Coppa Uefa, che lo iscrive nell’èlite dei pochi ex Salernitana a godere di questo storico record personale.
Che ti ricordi di quella sfida vinta a Frosinone nel 2008-09?
“Fu una partita combattuta. Il campo era ridotto ad un pantano e l’impresa acquisì una valenza ancora superiore in virtù dell’espulsione che venne comminata a Di Napoli. Ero appena tornato dall’infortunio rimediato alla mandibola e sbloccai il risultato, risolvendo d’astuzia una mischia nel cuore dell’area di rigore. Poi il raddoppio giunse in extremis: loro si buttarono in avanti per cercare disperatamente il pareggio su un calcio d’angolo e ci fu una grande galoppata del capitano Luca Fusco. Fu altruista perché permise a Soligo di servire a Ciaramitaro l’assist per un facile gol a porta vuota. Si trattò di una vittoria importante perché giunse dopo le due raccolte ad inizio stagione (a Piacenza e Modena), due trasferte in cui vincemmo tutte e due le volte di misura grazie ad una rete del sottoscritto”.
In generale come definiresti quel campionato di B?
“Quello fu un anno bellissimo. Partimmo bene, arrivando ad occupare finanche la seconda posizione. Ricordo quando giocammo contro l’Empoli davanti ad una cornice di pubblico splendida. Purtroppo la squadra non era assortita adeguatamente per affrontare in maniera efficiente e senza patemi d’animo l’intera stagione. Poi il mio infortunio alla mandibola condizionò il rendimento del reparto offensivo. Con una rosa più ampia, avremmo potuto ritagliarci grandi soddisfazioni”.
Il gol di tacco contro il Modena è ancora oggi una delle rete più belle segnate da un giocatore della Salernitana negli ultimi anni: fu un gesto tecnico istintivo?
“Quel giorno misi a segno un gol davvero molto bello e mi fa piacere che tu lo abbia rammentato. Fu una giocata istintiva: stavo in anticipo e mi venne spontaneo girare la palla verso la rete in quel modo. La fortuna mi aiutò”.
Dicci qualcosa di simpatico riguardante la tua esperienza a Salerno
“L’esperienza di Cala è stata una barzelletta. Mi ricordo che una volta disse a Breda che non si sarebbe accontentato di vincere semplicemente le partite, ma di vincere sempre 5-0. Addirittura una volta si mise a disegnare schemi alla lavagnetta tattica, mostrandoci i movimenti da effettuare sul campo. Ci disse che avrebbe costruito l’hotel sott’acqua e non mi meraviglio che abbia recentemente avuto vicissitudini penali. Quell’anno si creò un rapporto magico tra squadra e pubblico. Peccato per il fallimento, ma, col senno di poi, forse fu meglio così: qualora avessimo superato il Verona, avemmo giocato in B con una forte penalizzazione”.
Sei fra i pochi calciatori ex Salernitana ad aver fatto gol in Europa: raccontaci la rete in Coppa Uefa
“Ti ringrazio per esserti ricordato di questo particolare. Ho fatto un solo gol in carriera nelle competizioni europee e lo realizzai nel turno preliminare della Coppa Uefa 2003-04, quando militavo nell’Udinese. Vincemmo 0-1 a Salisburgo e ripagai la fiducia che mister Spalletti ripose nel sottoscritto con la rete decisiva: francamente mai mi sarei aspettato di giocare titolare. Personalmente ritengo che quell’Udinese sia stata la squadra più forte nella quale abbia mai giocato in carriera: non capita tutti i giorni di avere compagni del calibro di Iaquinta, Di Michele, De Sanctis, Pizarro, Jankulovsky, Jorgensen e tanti altri”.
Condividi il primato di aver segnato in Europa con pochi altri calciatori, tra i quali Ragusa, tuo ex compagno di squadra alla Salernitana: pensavi che avrebbe avuto una carriera così rosea, a dispetto della giovane età?
“Sì, mostrò già le sue qualità in quella stagione. Avrebbe potuto fare il capocannoniere, ma sprecò tante occasioni da gol. Ho visto che sta migliorando nel cinismo sotto porta. Sono rimasto meravigliato che Fabinho non abbia avuto la sua stessa capacità di emergere: limiti caratteriali lo hanno probabilmente frenato nella crescita personale”.
Dove giochi attualmente?
“Milito nel Portici, in Eccellenza. Siamo secondi in classifica, ci stiamo divertendo e puntiamo a vincere il campionato. Ce la giocheremo con Savoia e Afragolese”.
Cosa pensi della Salernitana?
“La posizione di classifica è inaspettata, così come mai mi sarei immaginato le dimissioni di Sannino. La dirigenza ha allestito una squadra buona. Non conosco Bollini, ma mi auguro che i granata possano risalire la classifica, centrando magari l’accesso ai playoff”.
Corrado Barbarisi
