Dici Frosinone-Salernitana e la mente vola, inevitabilmente, a quella maledetta sera dell'11 maggio 2014. In 2500 invasero il "Matusa" per cullare il sogno promozione, un'autentica carovana granata che ammutolì il pubblico locale e che avrebbe meritato ben altra prestazione e risultato. Fu una settimana da brividi, indimenticabile, d'altri tempi: in ogni angolo della città non si parlava d'altro che della sfida play off, un tam tam mediatico che spinse migliaia di persone a prendere d'assalto i punti vendita per acquistare il biglietto accantonando polemiche e malumori di una stagione non propriamente brillante, ma che poteva concludersi in gloria. E quel Frosinone, agevolato in campionato da qualche episodio arbitrale favorevole, aveva indubbiamente paura della Salernitana.
Durante la regular season, infatti, i granata furono capaci di vincere in piena emergenza all'Arechi (1-0, prodezza di Mendicino al 90', forse la partita più bella dell'era Lotito-Mezzaroma) e di pareggiare per 2-2 in terra ciociara al termine di una partita dominata dal primo all'ultimo minuto e che avrebbe meritato ben altro esito. Ricordiamo ancora le lacrime di Ton- il vice di Gregucci- e di un gruppo di calciatori che aveva "massacrato" la capolista subendo la rete del pareggio a tempo ampiamente scaduto. In coppa Italia, invece, finì 0-0, ma solo legni e miracoli del portiere permisero al Frosinone di non perdere l'imbattibilità casalinga. Paradossalmente quelle buone prestazioni rappresentarono un'arma a doppio taglio e la Salernitana scese in campo con uno spirito meno battagliero del solito e con tanti musi lunghi.
"Forse il mister qualche scelta di formazione la sbagliò" ammisero i protagonisti a posteriori, ricordando un Mancini totalmente abulico ed un reparto offensivo sterile ed incapace di creare occasioni. Le cronache racconteranno anche di un alterco nello spogliatoio durante l'intervallo, un clima negativo che incise sull'andamento della gara: 2-0 per i gialloblu, sogno play off riposto nel cassetto e prestazione troppo brutta per essere vera. A distanza di due anni si torna in quello stadio, stavolta per conquistare fondamentali punti salvezza. La gente ci crede, la squadra sta crescendo: insieme per vendicare quella maledetta serata di maggio...
Gaetano Ferraiuolo
