"Con il 4-3-3 abbiamo fatto le cose migliori della nostra carriera" hanno detto in sala stampa Giuseppe Caccavallo e Massimo Coda, confermando quanto sostenuto dalla nostra redazione sin dall'inizio della stagione: questa Salernitana poteva e doveva giocare con questo modulo. Le prestazioni offerte su due campi difficili come quelli di Bari e Frosinone aumentano il rimpianto per ciò che poteva essere e non è stato, ponendo ulteriori interrogativi sulla gestione Sannino; il trainer di Ottaviano, infatti, non è riuscito in tre mesi a dare un'identità alla squadra, a sfruttare le potenzialità dei calciatori a disposizione e a tenere tutti sulla corda, bocciando elementi rilanciati dal suo predecessore con grande intelligenza.Sia chiaro: è presto per dire che la crisi è alle spalle e Bollini non è di certo un mago, ma la Salernitana sta giocando meglio, è messa in campo con equilibrio, crea occasioni da gol ed ha espugnato un campo tosto come il "Matusa" grazie ad una personalità importante e alla strepitosa reazione dopo la beffarda rete dell'1-1.
Sul piano tattico non ci sono state grosse novità: dinanzi a Terracciano spazio alla coppia difensiva Tuia-Bernardini, con Perico a destra e Vitale a sinistra. L'obiettivo? Sfruttare in pieno la corsia sinistra in fase di possesso e coprirsi maggiormente sulla destra, soprattutto perchè Zito e Improta (che talvolta si sono alternati) non sempre rientravano per dare una mano alla retroguardia. In mediana scelte praticamente obbligate: Ronaldo in cabina di regia, Zito e Busellato a mordere le caviglie all'avversario e a garantire copertura al trio Improta, Rosina, Coda. In avvio sembrava una sorta di 4-5-1, con Coda spesso troppo isolato e costretto a fare a sportellate con i difensori del Frosinone, bravi nell'anticipo, ma piuttosto lenti nelle ripartenze. Il gol al 12' ha sorpreso un po' tutti ed è davvero di pregevole fattura: traversone di Vitale dalla trequarti, inserimento perfetto di Rosina e colpo di testa vincente e imparabile per Bardi. Neanche il tempo di festeggiare ed ecco arrivare l'1-1, manco a dirlo su palla inattiva: corner di Soddimo, liscio di Coda, dormita di Terracciano e pareggio beffardo.
A quel punto la Salernitana era bravissima a reagire senza abbassare ulteriormente il baricentro. Ronaldo, catechizzato a dovere da Bollini, capiva il momento e si smarcava ogni qual volta un difensore centrale era in possesso di palla, cambiando con intelligenza e discreta rapidità il fronte di gioco. Al 24' bell'azione sugli sviluppi di uno schema studiato in allenamento: progressione di Zito a tagliare il campo verso il centro, movimento "ad allargarsi" di Coda e Rosina utile a mandare fuori tempo Ariaudo e inserimento in area senza palla di Busellato, peccato che la mira sia stata completamente sbagliata. Bella anche una triangolazione sull'asse Coda-Ronaldo-Rosina, a vanificare tutto l'errata sovrapposizione di un Vitale tornato comunque ai livelli di inizio stagione.
Nella ripresa, pur palesando i soliti limiti sui calci piazzati, la Salernitana si dimostrava equilibrata e ben messa in campo. Quando il Frosinone ha chiuso i granata nella propria metà campo, Bollini ha cambiato radicalmente volto alla squadra pur confermando il suo 4-3-3: dentro Laverone e Caccavallo al posto di Zito e Improta, che sta vivendo un periodo di comprensibile involuzione dopo aver tirato la carretta per due mesi e mezzo. La posizione dell'ex Vicenza ha destato un certo interesse: talvolta ha agito come mezz'ala destra, in altre occasioni fungeva da esterno di centrocampo permettendo alla Salernitana di passare al 4-2-3-1. Non a caso è arrivato il gol del meritato vantaggio: cross di Vitale, attacco al primo palo di Coda e Bardi nuovamente battuto, per la gioia dei 700 supporters granata presenti nel settore ospiti. 12 minuti ed ecco il tris, quanto mai meritato: erroraccio della difesa ciociara, freddo Coda a beffare il portiere e a chiudere virtualmente il match. Nel finale unica nota da segnalare l'ingresso di Joao SIlva per Coda: vien da chiedersi, dunque, se Donnarumma venga considerato da Bollini come alternativa a Coda o attaccante da collocare sulla fascia all'occorrenza. E', ad ora, l'unico equivoco tattico da chiarire, in un percorso partito decisamente col piede giusto. Avanti così, mister!
Gaetano Ferraiuolo
