La riflessione: in A squadre salve a 28 punti? Nel 98-99...

Livello del calcio sempre più basso. Ok la serie A, ma con una programmazione alle spalle

Salerno.  

E' opinione assai diffusa che il campionato italiano sia, ad ora, tra i più modesti di sempre dal punto di vista tecnico. Lo strapotere della Juventus e, soprattutto, il livello mediocre delle neopromosse rende il torneo di serie A sempre meno interessante, al punto che risultano in calo anche gli abbonamenti televisivi sottoscritti, senza parlare degli stadi sempre più vuoti a prescindere dall'importanza della partita. Un tempo il mercato estivo divertiva milioni e milioni di appassionati, oggi le big del calcio italiano puntano sui giovani del vivaio o su atleti stranieri accolti trionfalmente e puntualmente rispediti al mittente sei mesi più tardi. Non ci si meravigli, dunque, se la Juventus domina incontrastata pur avendo perso tre centrocampisti del calibro di Pogba, Pirlo e Vidal in appena due anni: la Roma arranca e non vuol fare il grande salto, il Napoli non può certo sperare nello scudetto con Hisaj, Ghoulam, Allan, Gabbiadini, Zielinsky e Jorginho (oggi titolari milionari, 10 anni fa avrebbero faticato a trovare spazio in cadetteria), Inter e Milan sono fuori dalla Champions ormai da anni, la Fiorentina è l'eterna incompiuta e sognare un Leicester italiano è quanto mai utopistico.

Ciò che fa mettere le mani nei capelli, però, è la mediocrità assoluta delle squadre posizionate nella zona destra della classifica. La pochezza di Empoli, Crotone, Palermo e Pescara permette al Cagliari di beccare 15 reti in tre partite, al Genoa di perdere tutte le trasferte, all'Udinese di rimpiazzare ogni anno i big con giovani presi per pochi soldi, al Chievo e ad altre realtà di mantenere la categoria con il minimo sforzo. Pensate al Palermo: dieci sconfitte di fila, sempre battuto in casa, tre allenatori sulla panchina, organico che faticherebbe a salvarsi in B e stadio sempre più vuoto. Ancora peggio il Pescara di Oddo che, pur con gli introiti post promozione, ha praticamente acquistato solo Aquilani come "big": per il resto un reparto offensivo più scarso di quello della passata stagione e zero vittorie in campionato (l'unica a tavolino col Sassuolo). Aggiungiamo che il Crotone ha giocato due mesi in un altro stadio per le carenze del proprio impianto (nel quale, in verità, qualche punto è arrivato) e che l'Empoli non segna praticamente mai, ma ad oggi sarebbe salvo con...11 punti!

La domanda è doppia: quanto è scarso il calcio italiano? Quanto fa male vedere squadre salve a 20-25 punti se ripensiamo che la Salernitana, nel campionato delle "sette sorelle" è retrocessa con 38 punti mettendo in vetrina giovani del calibro di Rossi, Vannucchi, Gattuso, Di Vaio e Di Michele? Quell'anno lì, chi scese in B aveva rose importanti: Montella-Ortega era il tandem d'attacco della Sampdoria di Montella, l'Empoli poteva contare su un giovanissimo Di Napoli e su tanti giovani che hanno fatto carriera, lo stesso Vicenza aveva disputato le coppe europee pochi mesi prima con un organico abbastanza simile. Era una A, però, di altissimo livello e fare punti in trasferta era un'impresa: all'Arechi, Milan a parte, caddero tutte le grandi del campionato e la Salernitana mise i bastoni tra le ruote a gente del calibro di Ronaldo, Paulo Sergio, Rui Costa, Zidane, Inzaghi, Nedved, Mancini, Nesta, Salas, Vieri,Henry, Buffon, Nakata, Amoroso, Bierhoff, Weah, Maldini, Zanetti, Signori, Peruzzi, Davids, Crespo, Veron, Chiesa, non proprio gli ultimi arrivati.

La riflessione anche in questo caso è duplice: che sfortuna per la Salernitana capitare nella serie A più difficile degli ultimi 20 anni, che livello basso ha toccato il campionato di oggi. E qui sposiamo in pieno la linea del giornalista Pietro Nardiello: ok puntare alla serie A, ma con un progetto solito che non si accontenti della "toccata e fuga", ma che abbia una base concreta. Vincere il campionato di B per poi collezionare 10-15 punti in una stagione servirebbe soltanto ad arricchire le casse societarie (oggi chi retrocede viene premiato con milioni di euro, altra contraddizione tutta italiana che non rende regolari i campionati) e far innervosire il pubblico. Come era bello il calcio di una volta, quanto è stato triste retrocedere con uno squadrone che, ancora oggi, in questa serie A lotterebbe per l'Europa League...

Gaetano Ferraiuolo