Bari-bis: la Salernitana gioca, il Verona segna: disastro Tuia

Prova abbastanza positiva dei granata, condannati da Pazzini e da errori individuali

Salerno.  

Stesso risultato, analogo andamento della partita, con la differenza che le sviste arbitrali- che pure ci sono state- non hanno influito sul punteggio finale. La Salernitana, contro una- presunta- corazzata, gioca una gara coraggiosa e propositiva almeno per un'ora pagando a caro prezzo la giornata no di Alessandro Rosina e gli errori clamorosi di Tuia e Della Rocca; il primo ha favorito il gol di Pazzini con un liscio ed una chiusura tardiva, il secondo ha regalato alla curva il pallone dell'1-1 calciando alto da posizione favorevolissima. Il Verona, tatticamente confusionario, si è affidato al solo Pazzini e ha sfruttato lo strapotere del centravanti più forte del campionato: sua la rete del vantaggio, suo l'assist a Luppi per il 2-0 che ha chiuso anzitempo il match sotto lo sguardo desolato dei 900 salernitani assiepati in curva. 

Quando colpisci un palo (l'ennesimo stagionale), sbagli due occasioni a tu per tu con il portiere e Nicolas compie un miracolo su Perico volando all'incrocio dei pali, significa che non è giornata, buon per il Verona che, pur avendo una rosa nettamente superiore alle altre, deve ringraziare la buona sorte e gli errori individuali. Tuia, come detto, ha fatto capire ancora una volta perchè non abbia fatto il grande salto, Della Rocca sta vivendo un periodo involutivo da mesi, Perico si è addormentato in occasione del raddoppio, Rosina era un pesce fuor d'acqua e Bollini lo ha colpevolmente sostituito in ritardo. Ad ogni modo una sconfitta che non deve far cambiare, in un senso o nell'altro, i giudizi. A cospetto della capolista, la Salernitana ha giocato a tratti meglio dell'avversario costruendo le sue palle gol, gli episodi stavolta hanno condannato i granata che, inevitabilmente, hanno bisogno di almeno tre rinforzi per vivere una stagione senza sofferenze. Non può sempre andare male: ora sotto col Novara, sperando che la dea bendata si ricordi anche del cavalluccio marino..,

Gaetano Ferraiuolo